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posted: 26.05.2026 @ 16:31

Maratona Miss Marple: 13 anni dopo!
Buck reporting...

 I guai, per me, iniziano sempre quando non so con cosa dilettarmi mentre mangio. In questi anni di vita inglese ho letteralmente macinato migliaia di ore di film e serie TV, sia in italiano sia in lingua originale. Un ritmo frenetico che mi ricorda un po' quello delle reti Fininvest negli anni '80, quando mandavano in onda un episodio al giorno "consumando" in pochi anni decenni di serie americane – che negli Stati Uniti, notoriamente, uscivano a cadenza settimanale.

 Quando Netflix mi "tradisce" e non so più cosa guardare a pranzo o a cena, ho i miei metodi di salvataggio: se sono in Italia vado a svuotare la mediateca comunale di Lucca (a volte con "tragiche" conseguenze); se mi trovo a casa a Londra, invece, mi fiondo nei charity shop a caccia di DVD usati nelle loro sezioni sempre fornitissime. Ultimamente si trovano ottimi titoli a 10 o 15 pence… portarsi a casa 10 DVD con una sterlina non è affatto male, no?

 Qualche giorno fa ero in preda al classico panico da "schermo vuoto" quando mi sono imbattuto in una vecchia registrazione: una maratona di "Miss Marple" che LA7 aveva trasmesso nella notte di San Silvestro del 2013. All’epoca avevo programmato il mio fidato HDD recorder LG, registrando praticamente l'intero palinsesto notturno.

 La maratona prevedeva i quattro celebri film prodotti dalla MGM negli anni '60 con protagonista l'irripetibile Margaret Rutherford: Assassinio sul treno, Assassinio al galoppatoio, Assassinio sul palcoscenico e Assassinio a bordo, seguiti da Dieci piccoli indiani – diretto, come gli altri, da George Pollock, ma orfano della detective “dilettante“ preferita di Agatha Christie. Ricordo che all’epoca, dopo aver visto la “quadrilogia,“ ero rimasto talmente stregato dalla celebre e arzilla colonna sonora composta da Ron Goodwin da impostarla come suoneria ufficiale del mio telefono, scalzando il tema della "nuova" serie di Doctor Who.

 Per l’occasione, LA7 aveva persino realizzato una sigletta speciale con il tema di Miss Marple che andava in onda all'inizio di ogni pellicola e a ogni stacco pubblicitario. I film venivano presentati da Barbara Dall’Angelo di Dall’Angelo Pictures, uno dei nomi più in voga tra i distributori indipendenti italiani dell'epoca. Sue erano le edizioni DVD di tantissimi classici della TV fantascientifica come Ai Confini della Realtà e Storie Incredibili. Barbara Dall’Angelo era una presenza fissa sulle riviste di settore dell'epoca: ricordo che c'era sempre la stessa fotografia ad accompagnare le interviste in cui presentava le sue ultime acquisizioni per il mercato home video. Tra i suoi successi c'erano anche i diritti di Masha e Orso e Shaun - Vita da pecora (di cui vendemmo tantissimo, al Lucca Comics di quell'anno, il "morbidissimo pupazzo che trema se gli tiri la coda!"). Oggi Dall'Angelo Pictures esiste ancora ed è attiva solo nella compravendita di diritti cinematografici e televisivi, mentre, la sua fondatrice – curiosamente – si è reinventata con successo come fotografa naturalista.

 Divagazioni nostalgiche a parte, quei quattro film mi sono rimasti nel cuore, tanto da spingermi a volerli rivedere anche in lingua originale. Purtroppo le vecchie edizioni italiane Warner Bros. sono ormai fuori catalogo da tempo, e la A&R Productions – chissà perché – aveva pubblicato solo Assassinio al galoppatoio, il secondo capitolo della serie.

 Non mi è rimasto che fiondarmi su eBay. Grazie a MusicMagpie (il più grande portale di riciclo di DVD nel Regno Unito), sono riuscito ad aggiudicarmi il cofanetto britannico completo con i 4 film alla modica cifra di 5 sterline, spese di spedizione incluse. Ordinato il venerdì mattina, il box set è arrivato a casa il sabato pomeriggio! Custodia perfetta e dischi in condizioni pristine, come si dice da queste parti.

Maratona Miss Marple: 13 anni dopo!

 L'esperienza di visione è stata notevole: tra la cena del sabato, la colazione, il pranzo e la cena della domenica li ho divorati tutti e quattro. È stato un vero piacere ascoltare la voce originale di (ma)Dame Margaret Rutherford. Curiosamente, però, riascoltare il doppiaggio storico italiano mi ha fatto un effetto “diverso,” quasi magico. Quel “potere” di proiettarmi immediatamente in un mondo in bianco e nero, in un'atmosfera d'altri tempi che non assaporavo da un po'.

 Da un punto di vista prettamente tecnico, il cofanetto UK racchiude quattro classici DVD a singolo strato, ancora regolarmente in catalogo da questa parte della Manica. Purtroppo i contenuti extra sono inesistenti, se si esclude una schermata fissa con i crediti del film.

 La vera sorpresa è arrivata confrontando un fotogramma della registrazione di LA7 con lo stesso identico frame catturato dal DVD. Ne è nato un piccolo giallo tecnologico.

 Il DVD britannico di Assassinio al galoppatoio (Murder at the Gallop, 1963) si presenta in un canonico 4:3 (o 1.37:1), mostrando una sottile linea nera sul lato sinistro (il vecchio blanking dei telecinema SD), che i vecchi TV col tubo catodico avrebbero nascosto dietro la cornice (overscan). Questo master in 4:3 sfrutta la tecnica dell'Open Matte: ci mostra la pellicola nuda e cruda, regalandoci molta più informazione visiva in alto e in basso. Nel mio fotogramma di test si vede interamente la tenda e, in basso, si riescono persino a contare i bottoni del suo cappotto.

 Il master trasmesso da LA7, al contrario, era in 16:9 e deriva chiaramente da una scansione molto più recente. I lati estremi sono pulitissimi e offrono persino un pezzettino di inquadratura orizzontale in più rispetto al DVD (un lembo di poltrona a sinistra, un pezzo del camino a destra), recuperando i millimetri laterali che i vecchi scanner televisivi sacrificavano per sicurezza. Di contro, l'immagine appare "mascherata" sopra e sotto: la parte superiore della tenda è tagliata ed il secondo bottone in basso è scomparso.

 Viene da chiedersi: qual è la versione corretta? Quale inganna lo spettatore? Qui sta il bello. Il tranello classico è confondere il formato di ripresa con quello di proiezione. Nel 1963 il cinema aveva già abbandonato il formato quadrato per contrastare l'avanzata della TV. Il regista George Pollock e il suo direttore della fotografia girarono il film su pellicola 35mm (quasi quadrata), ma sapendo già che nelle sale britanniche il film sarebbe stato proiettato in formato widescreen 1.66:1, tagliando via il "soffitto e il pavimento" della scena tramite le mascherine del proiettore. Non a caso, IMDb riporta il film proprio in 1.66:1, registrandone in formato di proiezione UK.

 Paradossalmente, quindi, la trasmissione in 16:9 di LA7 (che è un 1.78:1, dunque vicinissimo all'1.66:1) è storicamente molto più fedele alla visione che il pubblico ebbe in sala nel 1963. Il DVD in 4:3, pur mostrando "più pellicola", ci offre una versione alterata ex-post per riempire i vecchi televisori dell'epoca dell'home video.

 A complicare ulteriormente la faccenda c'è il fatto che il rapporto di proiezione originale variava da mercato a mercato: 1.66:1 nelle sale britanniche, 1.85:1 in quelle statunitensi (lo standard widescreen americano dell'epoca). Eppure nessuna edizione DVD — né quella inglese, né la Warner Archive Collection americana del 2018, entrambe rigorosamente in 4:3 open matte — rispetta questa scelta storica. La pellicola ci viene servita sempre "nuda", con il pubblico chiamato a immaginarsi le mascherine del proiettore. Il master “perfetto”, insomma, resta una chimera anche al di là dell'Atlantico.

 In ogni caso, nessuno, in nessuna parte del mondo, si è ancora premurato di curare un’edizione in vera alta definizione. Esiste in verità un cofanetto Blu-Ray spagnolo, ma nei commenti su amazon si possono leggere solo lamentele di chi dice sia solo un upscale dei vecchi DVD. I film sarebbero disponibili su alcune piattaforme di streaming in 1080p ma… vatti a fidare della compressione digitale per la trasmissione su internet!

 Per ora mi tengo stretto il mio cofanetto vintage e la splendida interpretazione della Rutherford, un pezzo di storia del cinema giallo che, a prescindere dal formato, non smette mai di intrattenere.






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