Stamattina, alla Mediateca comunale di Lucca, ho assistito al mio funerale generazionale. L'officiante: un disinibito bambino di sei anni, armato di una domanda innocente come una bomba a orologeria.
Ero lì per la solita missione di sopravvivenza culturale. Netflix mi ha tradito: scroll infinito, noia infinita. Il magazzino – quello vero, il mio – langue da qualche parte nel mio "Ukhu Pacha" personale (non chiedete! non chiedete!) ed io, dopo quasi tre mesi di assenza, non ho ancora il coraggio di andare a vedere in che stato sia. Quindi eccomi, fedele alla mia strategia esistenziale preferita: testa sotto la sabbia e quattro documentari in mano.
Stavo per raggiungere il banco prestiti quando li ho sentiti arrivare. Una scolaresca. Bambini di prima elementare, vivacissimi, una nuvola di locuste affamate di risposte. L'addetta della biblioteca li guidava con l'aria di chi sa che la giornata sarà lunga.
"E qui, bambini, abbiamo i DVD!" annuncia aprendo la porta della mediateca, con quel tono di chi spera di aver trovato un diversivo.
Illusa.
Il più sveglio del gruppo – o il meno, giudicate voi – si fa largo a gomitate tra i compagni. Prima fila. Mano alzata. Voce squillante.
"Signora Maestra! Signora Maestra! Che cosa sono i DVD?!"
La maestra ha trasalito.
Io mi sono pietrificato.
I quattro DVD che stringevo in mano hanno rischiato seriamente di precipitare al suolo, travolti dal mio mento che – partendo da quasi due metri d'altezza – ha compiuto l'intera discesa fino ai piedi.
Che cosa sono i DVD.
Non "a cosa servono". Non "perché sono qui". Proprio: che cosa sono.
Come se avesse chiesto spiegazioni su un aratro medievale. O su un fax.
Ho ripensato al giorno prima e sono sprofondato! Mi avevano rifiutato il prestito di una VHS perché stavano traslocando l'archivio "magnetico" in un altro magazzino. Magnetico. Una parola che per quel bambino probabilmente evoca i magneti del frigorifero, non certo i nastri.
La maestra, eroicamente, ha tentato una spiegazione: "Sono dei dischi dove sono registrati i film. Li prendi, li metti in un lettore, e li guardi sulla TV."
Il bambino l'ha guardata con quella cortesia paziente che i bambini riservano agli adulti quando dicono cose insensate.
Dischi. Lettore. Prendere. Portare a casa.
Lui a casa ha tutto. Un click, e il film appare. Perché mai qualcuno dovrebbe andare da qualche parte per prendere un oggetto fisico per poi inserirlo in una macchina?
L'ho visto nei suoi occhi, il pensiero: "In che mani mi sono messo?"
Sono uscito dalla Mediateca con i miei quattro documentari e una nuova consapevolezza.
Non sono più un utente. Sono un reperto. Uno di quelli che ancora si muove, per ora, ma che appartiene già alla sezione archeologica.
Prossimamente, in una teca accanto al videoregistratore: Homo Lucensis, primi anni Duemila. Vendeva DVD. Non chiedetegli perché.
Ah! A proposito... riguardo all'immagine in prima pagina... quello ovviamente non sono io... io ho i capelli bianchi! :-(