Nel firmamento della musica americana, Cole Porter occupa un posto a sé: raffinato, ironico, irresistibilmente moderno. Le sue melodie, cesellate con spirito brillante e un gusto impeccabile, hanno attraversato i palcoscenici di Broadway per poi approdare al grande schermo, dove il suo tocco ha saputo trasformare ogni storia in un vortice di charme e leggerezza.
In L'inarrivabile felicità (You'll Never Get Rich, 1941), la sua musica è il motore invisibile che accende amori, equivoci e sogni, quando un ballerino sotto le armi (Fred Astaire), che mal sopporta la disciplina e viene punito spesso, nei giorni che precedono uno spettacolo per i militari, si innamora di una collega (Rita Hayworth) e farà di tutto per essere ricambiato...
Con Baciami, Kate! (Kiss Me Kate, 1953), Porter firma un capolavoro di teatralità e ironia, intrecciando Shakespeare, vita vera e palcoscenico (non a caso "La bisbetica domata"), gelosie e battibecchi con una partitura esplosiva, che danza tra jazz, swing e irresistibili duetti.
Infine, in Alta società (High Society, 1956), il suo stile raggiunge la piena maturità cinematografica: un trionfo di eleganza e mondanità, impreziosito da Grace Kelly e da canzoni che sanno essere sia sofisticate sia miracolosamente semplici, perfette per incorniciare le voci più celebri dell'epoca: Frank Sinatra, Bing Crosby e il sornione umorismo di Louis Armstrong.
Questa trilogia celebra l'arte di Cole Porter come architetto di atmosfere, capace di trasformare ogni film in un universo melodico in cui lo spettatore è invitato a perdersi con un sorriso. |
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