Avevo ventitré anni e una valigia leggera quando, il 2 gennaio del 1997, mettevo piede per la prima volta su un aereo intercontinentale alla volta delle Americhe. Con me un amico trekkie sfegatato, di quelli veri, e davanti un universo inesplorato: la Florida. Miami Beach, le temperature miti, la spiaggia, tutto il repertorio. Sbarcati dall'altra parte dell'oceano, però, ci accorgemmo di una cosa che cambiò i piani all'istante. Star Trek: First Contact — uscito negli USA il novembre precedente, e da noi previsto in sala soltanto un mese più tardi — era ancora in cartellone! Capite già come andò a finire.
Il giorno dopo, ignorando bellamente la spiaggia e tutto il resto, eravamo in fila al botteghino per il primo spettacolo del pomeriggio. Il primo e unico film che ho visto oltreoceano. E giuro che ricordo ancora il sapore di quei pop-corn americani, quelli con — direbbe qualcuno — un "nonnulla" di burro fuso colato sopra. Restammo nemmeno due settimane, ma feci in tempo ad essere testimone di un secondo "evento" storico nella storia della televisione USA. L'ultima sera, il 12 gennaio, prima di riprendere l'aereo per Chicago e poi Malpensa, sintonizzati sulla Fox per goderci in diretta The Springfield Files, l'episodio dei Simpson con Mulder e Scully — David Duchovny e Gillian Anderson in persona — quando X-Files era ancora sulla cresta dell'onda. Da qualche parte conservo persino il numero di TV Guide dell'epoca che "celebrava" la cosa.
E poi... sono passati trent'anni. A scriverlo mi sale un certo senso d'ansia, ma tant'è: il film è del 1996, e questo 2026 ne segna il trentennale tondo tondo. C'è poi una piccola simmetria che l'ansia me la fa salire sul serio. First Contact nacque nel 1996, l'anno del trentennale Trek. E pensare che la distanza che separa lo Star Trek originale da First Contact è la stessa identica che intercorre tra First Contact e i giorni nostri è, francamente, inquietante. O no? Il film sta nel punto esatto di mezzo: quando guardavamo Picard menare i Borg eravamo lontani da Kirk e Spock esattamente quanto oggi siamo lontani da quel pomeriggio in Florida.
Un film figlio di un anniversario che oggi celebra il proprio. Ottavo capitolo cinematografico, secondo con il cast di The Next Generation, esordio alla regia di Jonathan Frakes — il "Numero Uno" passato dietro la macchina da presa — e quella che resta, a mio modesto parere, la migliore delle quattro avventure sul grande schermo della ciurma di Picard.
L'edizione in arrivo è una Steelbook Limited Edition celebrativa, doppio disco: il film in 4K UHD e in Blu-Ray HD ordinario, più il codice per la copia digitale, se c'è qualcuno a cui interessa davvero. Per ora parliamo di un'uscita USA/Canada (Regione A), fissata per l'8 settembre 2026. E qui, per una volta, tanto di cappello a chi ha scelto la data: non un giorno a caso, ma il sessantesimo anniversario esatto della messa in onda di "The Man Trap", il primo episodio della Serie Classica andato in onda l'8 settembre 1966. Avevo già la stoccata pronta sul calendario scelto con i piedi, e invece mi tocca rimangiarmela: stavolta hanno fatto le cose con criterio. Un film che siede nel punto medio perfetto della storia di Trek — lontano da Kirk e Spock quanto oggi è lontano da noi — che approda in scaffale proprio nel giorno in cui la saga compie sessant'anni.
I due dischi sono gli stessi del remaster 4K del 2023. Quanto alle nostre latitudini, la buona notizia è che non serve armarsi di troppa pazienza: dopo l'uscita USA/Canada dell'8 settembre, la Steelbook approda in UK — quindi in Regione B — il 12 ottobre 2026. Il disco 4K UHD è privo di codifica regionale e gira ovunque, per cui la versione americana è già importabile senza pensieri; è il Blu-Ray ordinario a essere vincolato alla regione. Chi vuole entrambi i dischi comodi per i nostri lettori guardi all'edizione inglese; un'eventuale uscita italiana, come da tradizione, arriverà con la sua calma.
Preparate lo scaffale. Del resto, nel finale è proprio Data a restituire ai Borg il loro stesso motto — con un mezzo sorriso, un istante prima di zittire per sempre la Regina: «La resistenza è inutile». Già. Ma stavolta a essere inutile è la loro.