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posted: 02.05.2026 @ 18:41

Quando volevamo produrre il nostro primo DVD!
Buck reporting...

 Ci sono coincidenze che sembrano scritte da uno sceneggiatore con un certo senso dell’ironia. La notizia dell’uscita in Blu-ray Disc di Destination Moon, da noi conosciuto come Uomini sulla Luna, mi è arrivata proprio mentre la missione Artemis II stava completando il suo viaggio attorno alla Luna, lo scorso 10 Aprile.

 Da una parte l’umanità che torna concretamente a guardare il nostro satellite come una destinazione possibile, dall’altra il ritorno in alta definizione di uno dei film che, nel 1950, aveva provato a immaginare quel viaggio non come una favola, ma come un problema tecnico, industriale, fisico, quasi ingegneristico.

Quando volevamo produrre il nostro primo DVD!

 Perché Destination Moon non era semplicemente “un film di fantascienza con un razzo”. Era, per l’epoca, qualcosa di molto più ambizioso: uno dei primi grandi film americani a trattare il viaggio spaziale cercando di rispettarne, per quanto possibile, gli aspetti scientifici e pratici. Non mostri venusiani, non raggi della morte, non astronavi che virano nello spazio come aerei da caccia: qui c’erano calcoli, accelerazione, peso, carburante, problemi di traiettoria e uomini schiacciati nelle loro postazioni durante il decollo. Hollywood, insomma, provava a prendere sul serio la Luna prima ancora che la Luna diventasse davvero un obiettivo politico e tecnologico.

 Prodotto dal premio Oscar George Pal e diretto da Irving Pichel, Destination Moon racconta di un gruppo di industriali e scienziati americani che, superando esitazioni governative e paure collettive, decide di costruire il primo razzo privato diretto verso la Luna. Settant'anni prima di Space X, verrebbe da dire.

 La nuova edizione annunciata da Film Masters arriverà negli Stati Uniti il prossimo 14 luglio in Blu-ray Disc e conterrà anche un secondo film: Flight to Mars, da noi noto come Volo su Marte, produzione del 1951 che si muove invece su un terreno decisamente più avventuroso, tra allegoria da Guerra Fredda, civiltà marziane evolute e licenze scientifiche molto più generose. Entrambi i film sono indicati come provenienti da scansioni 4K di elementi archivistici in 35mm.

 E qui, lasciatemelo dire, il dittico diventa quasi perfetto.

 Da una parte Destination Moon, con la sua ostinata volontà di far sembrare credibile l’impossibile. Dall’altra Volo su Marte, che appartiene a quella fantascienza più colorata, più ingenua, più libera, nella quale anche il vuoto cosmico poteva permettersi qualche bella nuvola di fumo in uscita dai motori. E quel fumo, io, me lo ricordo benissimo.

 Perché Volo su Marte è stato uno dei primi film che ho videoregistrato dalla televisione quando, nel 1988, ricevetti in regalo il mio primo videoregistratore Hitachi. Da quel momento in poi i film non passavano più soltanto in TV. Potevano essere catturati, conservati, rivisti, catalogati, amati. E tra quei primi nastri, tra programmazioni notturne e titoli recuperati con la concentrazione di chi sa che sta salvando qualcosa dall’oblio, c’era anche quel razzo diretto verso Marte, con i suoi motori fumanti nello spazio e tutta la meravigliosa incoscienza scientifica di un cinema che non aveva paura di sbagliare pur di farci sognare.

 L’edizione Film Masters si preannuncia piuttosto ricca in quanto a contenuti speciali. Per Destination Moon avremo il trailer restaurato da scansione 4K, un commento audio integrale di Justin Humphreys, il nuovo documentario Man’s Greatest Adventure: The Making of Destination Moon realizzato da Ballyhoo Motion Pictures, il pressbook originale digitalizzato per gentile concessione di James Van Hise e un booklet a colori con un nuovo saggio firmato Sloan De Forest.

 Per Flight to Mars sono invece annunciati il trailer restaurato, il commento audio integrale sempre di Justin Humphreys, il documentario Interstellar Travelogues: Extended Edition e l’archivistico Walter Mirisch: From Bomba to Body Snatchers, anche questi firmati Ballyhoo Motion Pictures.

 Ma per noi di dvdweb.it, Destination Moon non è soltanto un film storico. È anche, nel suo piccolo, un film del cuore. O forse sarebbe meglio dire: un film del trauma.

 Qualche anno fa, in un momento di entusiasmo imprenditoriale che oggi definirei “incoscienza organizzata”, ci sembrò una naturale evoluzione del nostro business iniziare a produrre direttamente dei DVD. Non limitarci a venderli, commentarli, inseguirli, catalogarli. No: volevamo proprio farli noi. I nostri DVD. Le nostre edizioni. Le nostre copertine. I nostri bollini (sic). Il nostro piccolo impero home video.


 Naturalmente, prima di partire con titoli importanti, pensammo fosse più prudente orientarci su film di pubblico dominio. Qualcosa che non richiedesse investimenti pesanti in diritti, contratti, anticipi, avvocati, clausole e tutte quelle parole che, già a pronunciarle, ti fanno venire voglia di tornare a fare solo il commerciante.

 Tra i tre o quattro titoli che avevamo preso in considerazione finì, per qualche ragione, proprio Destination Moon.

Un amico che lavorava nell’ambiente cinematografico ci mise in contatto con un’azienda che, a suo dire, disponeva dei materiali del film e poteva fornirceli senza problemi. La contattammo e, in effetti, il materiale sembrava disponibile. Nel contratto, però, c’era una “trascurabile” precisazione: loro ci avrebbero fornito il materiale, ma la responsabilità sulla titolarità dei diritti sarebbe stata esclusivamente nostra.

 Ma come... - pensammo - non era un film di pubblico dominio? Ma, la classica pulce era entrata nell’orecchio. E quando una pulce entra nell’orecchio di qualcuno che sta per investire dei soldi in una produzione DVD, la pulce diventa immediatamente un tirannosauro.

 Decidemmo quindi di cercare un legale che potesse darci una semplice risposta: Destination Moon è libero dai diritti in Italia?

 Semplice, appunto.

 Un altro amico ci presentò un sedicente avvocato esperto del settore che, avremmo scoperto poi, era anche nostro cliente! Il professionista si mise al lavoro e, dopo la dovuta attesa, ci consegnò un dossier elegantemente rilegato. Una cosa seria. Carta, copertina, ordine, allegati, indice! L’oggetto aveva tutta l’aria di contenere una verità definitiva.

 La verità, però, non c’era.

 La conclusione era che non si capiva bene se il film fosse o meno di pubblico dominio, che la documentazione disponibile era contraddittoria e che, se avessimo deciso di procedere con la produzione del DVD, lo avremmo fatto a nostro rischio e pericolo.

 Fin qui, uno potrebbe anche dire: va bene, la materia è complessa.

 Il problema è che la documentazione allegata consisteva sostanzialmente in una serie di stampe da IMDb: scheda del film, crediti, date di uscita internazionali, informazioni varie. Tutte cose che, con un pomeriggio libero e una stampante sufficientemente collaborativa, avremmo potuto procurarci anche da soli.

 Costo dell’operazione: 2.000 euro da bonificare alla presentazione della fattura, naturalmente allegata all’ultima pagina del dossier. Anche lei stampata, ordinata, elegantemente acclusa alla tragedia.

 Che cosa avremmo dovuto fare?
 Far causa al nostro avvocato?

 Nel frattempo, naturalmente, avevamo pure acquisito il materiale dall’azienda di cui sopra. Perché quando si fa una cosa sbagliata, tanto vale farla con metodo.

 Di quei soldi, di quelle speranze e di quelle velleità produttive, oggi ci resta soltanto un DVD di prova che sono riuscito a ritrovare nell’archivio “perduto” di dvdweb.it. Un piccolo reperto archeologico. La prova materiale di un sogno imprenditoriale abortito tra pubblico dominio, diritti incerti, consulenze costose e una pila di stampe da IMDb.

Così finirono le nostre ambizioni di diventare produttori di DVD.


 Negli anni successivi, osservando il mercato, avremmo poi imparato una cosa ben più amara: che essere titolari dei diritti di un film non è considerato da tutti un requisito indispensabile per sfruttarlo commercialmente. Evidentemente ci voleva un altro tipo di talento, una qualità che noi abbiamo sempre dimostrato di non possedere.

 Vabbè... a ognuno il suo.

 E quindi sì, questa nuova edizione Film Masters di Destination Moon ci interessa moltissimo. Per il film, per il restauro, per gli extra, per il valore storico e per quel cortocircuito meraviglioso tra il 1950 e il 2026: tra un cinema che immaginava uomini schiacciati dentro una capsula diretta verso la Luna e un presente in cui altri uomini - e donne - attorno alla Luna ci sono tornati davvero.

 Ma ci interessa anche perché, ogni tanto, certi dischi non riportano soltanto alla luce un film.

 Riportano alla luce anche noi.
 Con le nostre videocassette, i nostri videoregistratori Hitachi, i nostri progetti troppo grandi, i nostri dossier troppo costosi, i nostri DVD mai nati.

 E chissà se quel razzo, ancora una volta, non sia davvero pronto a partire...






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