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posted: 13.12.2018 @ 19:54

Non aprite quella porta – parte 2: Il furore degli Ottanta!

Secondo focus sulle uscite Midnight Factory

Davide Z reporting...

 Dopo aver trasformato le campagne texane in un autentico inferno, il grande Tobe Hooper è poi tornato sul “luogo del delitto”. Erano passati nel frattempo più di dieci anni, ma ancor più ce ne sono voluti perché Non aprite quella porta 2 fosse infine riconosciuto come il degno sequel di un film leggendario!

Non aprite quella porta – parte 2: Il furore degli Ottanta!


 La stessa cosa accade oggi con l'home video: la nuova edizione Midnight Factory del primo film è celebrativa, ma è quella del secondo a costituire la proposta più coraggiosa e dirompente. Perché permette finalmente di riscoprire Non aprite quella porta 2 come mai è stato possibile in Italia, dove finora ci si doveva accontentare soltanto di un basico DVD, con film e trailer.

 Poter vedere i due film a distanza ravvicinata permette così di cogliere l'entità del progetto di Hooper, che ha realizzato due opere diverse nel tono, ma accomunate nella sostanza. Due classici che uniscono il divertimento nell'uso delle “maschere” alla capacità di intercettare lo spirito delle rispettive epoche: gli anni Settanta della crisi economica (i Sawyer nel primo film hanno perso il lavoro e guardano alla “conservazione” della casa come a uno dei loro valori fondamentali) e gli Ottanta dell'affarismo spregiudicato (i Sawyer nel sequel sono di nuovo in attività e fanno ormai parte dei “vincenti”).

 Nel secondo film, anzi, la consapevolezza aumenta, e Hooper gioca con le iconografie in modo molto più diretto: nella storia troviamo quindi yuppie che sparano contro i cartelli dei luoghi storici, mass-media che giocano un ruolo fondamentale, il cannibalismo come via d'accesso privilegiata per il successo. Il tutto ammiccando anche alla cultura pop dell'epoca: il manifesto riprende quello di Breakfast Club, gli effetti speciali sono del “King of Blood and Gore” Tom Savini e il protagonista è un Dennis Hopper sciroccato come tanti anni dopo sarà solo il Nicolas Cage di Mandy (che non a caso omaggerà la scena del duello con le motoseghe).



 (senza contare che qui inizierà la sua ascesa quello che oggi è un altro degli attori cult dell'horror, Bill Moseley)

 Tuffiamoci dunque con entusiasmo in Non aprite quella porta 2 - Limited Edition (3 Blu-Ray Disc + Booklet), iniziando dalla cover, che propone un bell'artwork originale, dalla grafica affine a quello usata per Carrie. La scelta di una proposta più “iconografica” si nota anche nel booklet, che ha pure una cover disegnata, apparentemente dalla stessa mano.



 Ancora disegni nella cover posteriore, che in questo modo fa assumere al cofanetto un tono più “pop”, in linea con il film, e lo distingue dal Blu-Ray del primo film, dominato quasi interamente dalle foto di scena.



 Le foto comunque non mancano, potete notarle attraverso la plastica con i sostegni dei dischi, e ci sono anche nel booklet. Ritroviamo pure la già citata immagine pubblicitaria “alla Breakfast Club”, riprodotta sia esternamente al mediabook “sfilato” dal case, sia nel booklet.



 Come già anticipato nei nostri articoli, stavolta MF ha deciso di proporre entrambi i master HD con cui è finora circolato il film, quello da scan 2K da interpositivo realizzato nel 2016 e quello un po' più vecchio da master originale supervisionato dal direttore della fotografia Richard Kooris. La differenza, pur non raggiungendo gli estremi delle due versioni di Carrie, segue un po' la stessa falsariga: il primo disco ha una resa più definita e penetrante, mentre il secondo con rossi più sparati ha un'aura, anche qui, più “pop”. Avendoli tutti e due sotto gli occhi, potrete scegliere quello che preferite, intanto gli utenti AV Magazine hanno realizzato nuovamente gli screencapture, per il master 2016 e il master più vecchio.

 Veniamo dunque ai contenti che ci permettono di comprendere la "filosofia" dell'edizione, per valutare come e se il recupero sia stato effettuato in senso qualitativo, oltre che quantitativo. Gli extra sono divisi nei tre dischi:
 
Disco 1:
  • Commento audio di Tobe Hooper e David Gregory (finalmente dichiarato :-)
 Diversamente da quanto accadeva con il primo film, in questo caso, selezionando il commento dal menu, questo parte direttamente con i sottotitoli.
 
  • Titoli di testa alternativi (1 min. 55 sec.), reperiti da una fonte di bassa qualità, sono anticipati da un cartello che li contestualizza e sono sottotitolati.
     
  • 4 Scene eliminate (10 min. 37 sec.), ciascuna anticipata da un cartello con le note per capirne bene il contesto e raggiungibili con il tasto “skip”.


 Le scene tagliate rappresentano un primo passo verso la comprensione più completa dell'opera. Non si tratta infatti dei classici outtake, anche abbastanza noiosi. Al contrario sono dei "pezzi" di film molto curiosi, dove si ripropone il mix di ironia e violenza, con tanto di momenti splatter! Bene precisare che l'impatto è mitigato dalla bassa qualità del filmato e dall'assenza delle musiche, ma in ogni caso l'importanza come “reperto” è indiscutibile (come riferimento della qualità audio/video tenete presente la copia lavoro presente nel cofanetto de Il ritorno dei morti viventi :-)
 
  • Intervista a Tobe Hooper: da Eggshells a Non aprite quella porta 2 (23 min. 22 sec.)
 Una promessa è debito, verrebbe da aggiungere. Annunciata sulla cover del Tunnel dell'orrore, l'intervista carriera al regista è un reperto interessantissimo, anche perché non si limita all'aneddotica spicciola, ma, grazie a domande non banali, permette di ripensare i vari film nel contesto storico in cui sono stati girati. Inoltre, rappresenta il principale contributo in cui vediamo Hooper parlare "on camera" del film (nel documentario del terzo disco, infatti, l'autore è assente).

 Disco 2
  • Commento audio (sottotitolato) al film, lo stesso del disco 1.
     
  • Dietro le quinte (43 min. 46 sec.)
 Più che un documentario, il reperto in questione è una sorta di enorme b-roll che illustra il lavoro sul set (inclusi gli splendidi effetti di trucco). Naturalmente, in quanto reperto d'epoca, il filmato ha un valore documentativo inestimabile e rappresenta uno degli highlight dell'edizione.

 Disco 3
  • It runs in the Family – featurette, in realtà un documentario, proposto però in capitoli singoli (non è possibile vederlo tutto intero):
     
    • Il cast dei personaggi (26 min. 18 sec.)
       
    • L'arte del caos (17 min. 22 sec.)
       
    • Carne di prima scelta [sul set con Tom Savini] (14 min. 17 sec.)
       
    • La sceneggiatura (13 min. 14 sec.)
       
    • Requiem per un sequel (8 min. 45 sec.) - Postproduzione e uscita, l'accoglienza tiepida e il culto generatosi negli anni ;)
       
    • Il padre della motosega (8 min. 6 sec.) - Il cast discute di Tobe Hooper
 
 Il documentario, realizzato in epoca più recente, ma non attuale (sono infatti presenti alcuni personaggi ormai scomparsi, come lo sceneggiatore L.M. Kit Carson), rappresenta il perno centrale dell'edizione, quello attraverso cui partire idealmente per il viaggio nei segreti del film, cui affiancare poi gli altri approfondimenti, a mo' di compendio:
 
  • Interviste:
     
    • Chris Douridas e Barry Kinyon, ovvero gli yuppie già citati (18 min. 14 sec.)
       
    • Bob Elmore (controfigura di Leatherface) (13 min. 49 sec.)
       
    • Alain Jakubowicz (montatore) (17 min. 20 sec.)
     
  • Gallerie fotografiche:
     
    • Gli effetti speciali (2 min. 3 sec.)
       
    • Dietro le quinte (4 min. 41 sec.)
       
    • Dal set (I) (10 min. 03 sec.)
       
    • Dal set (II) (1 min. 48 sec.) - qui trovate lo scatto originale "alla Breakfast Club" ;)
       
    • Il fantoccio (1 min. 48 sec.) - foto scattate in una qualche esposizione del cimelio
 Se l'intervista carriera del Disco 1 serve a fare il punto sui contenuti tematici del film, qui la ricognizione tiene maggiormente il punto sul lavoro tecnico e così entra in gioco il successivo documentario:
  • The Special Make up Effects (40 min. 49 sec.)
 
 Vengono qui intervistati John Vulich, Bart Mixon, Gabe Bartalos e Gino Crognale, ovvero gli altri effettisti che hanno affiancato Tom Savini nella creazione delle ripugnanti (e quindi straordinarie) visioni del film. Un contributo eccellente che dona voce agli artisti del settore e che, visto in parallelo con il Dietro le quinte del Disco 2, dimostra come anche in questo caso MF sia riuscita a far "dialogare" i suoi contributi, componendo un'edizione a più voci che inqudra il film da svariati versanti. Manca ancora qualcosa che faccia il punto, ed è l'ultima voce del menu:
  • Terre sconsacrate (23 min. 33 sec.)
 Qualcuno l'avrà già riconosciuta, è sempre la mitica rubrica di Sean Clark sulle location del film! Il particolare interessante di questo appuntamento è che il povero Clark deve letteralmente arrampicarsi sugli specchi perché... non esiste quasi più nessun luogo che rimandi al film! Il tempo è stato decisamente inclemente con questo sequel, ma in un certo qual modo è come se il contributo ribadisse la necessità di riportare alla luce un'opera dimenticata. Che poi è esattamente quello che questa edizione fa ;)
 
 Siamo arrivati alla fine e i titoli di coda sono con la foto del retro edizione, con i loghi di MF e MGM (che ha i diritti del film):



 Resta da aggiungere qualche parola sul booklet di Nocturno, stavolta curiosamente solo in italiano. Più ricco del solito di immagini, il libretto prosegue la ricognizione tematica e informativa sul film: dal sole si passa stavolta alla luna, con una breve analisi delle tonalità e dei colori del film, unita a una riflessione sul black humor e sulla Cannon Films che aveva prodotto la pellicola. Un utile compendio per un'edizione imperdibile, che completa la resurrezione del film.




A presto con nuove, curiose anticipazioni!
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