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posted: 04.07.2018 @ 16:47

Horror tedeschi e non solo: intervista a Home Movies!

Spasmo Video e tutte le uscite nel segno dell'indipendenza

Davide Z reporting...

 L'uscita dei primi 4 titoli targati Spasmo Video ha acceso i riflettori sull'attività di Home Movies, tesa a riscoprire e valorizzare il cinema underground ben oltre i confini tedeschi!

 Le prime “nefandezze” teutoniche, infatti, non sono che la punta dell'iceberg per una linea che intende esplorare il sepolto di più cinematografie, ma che – soprattutto – si accompagna a un'attività più a largo raggio, volta a editare il cinema indipendente nel suo complesso, con quello italiano a fare da interlocutore privilegiato.

Horror tedeschi e non solo: intervista a Home Movies!


 Insomma, un altro di quei casi in cui il mercato dei supporti digitali, seppur dato per spacciato, sforna invece un editore deciso ad accettare la sfida e a farlo con le sue idee di cinema alternativo: proprio quello che fa per noi e quindi l'occasione è giusta per una nuova intervista-fiume, in quello che ormai è un vero e proprio reportage a puntate sul nostro mercato!

 Davanti ai nostri microfoni ci sono stavolta Alex Visani, amministratore del sito The Reign of Horror e filmmaker indipendente, che svolge il ruolo di direttore artistico per Spasmo Video, data anche la sua passione per l'horror tedesco...

 ...a lui si aggiunge Giacomo Ioannis, direttore di Home Movies e grande appassionato dell'underground italiano, con cui esploreremo le varie diramazioni della sua proposta... con qualche ghiotta anticipazione futura!

 Buona lettura!
 
Sommario...
 . Introduzione
 . Parte 1 – Dalla passione al mestiere
 . Parte 2 – Deutschland uber alles!
 . Parte 3 - Indipendenti italiani: chi fa da sé...
 . Parte 4 - Solitario nella notte va...
 


 Si comincia con...
 

Parte 1 – Dalla passione al mestiere

 Benvenuti su DVDWeb. Iniziamo da Alex, sei uno di quei rari casi in cui l'appassionato di horror diventa poi "operatore" del settore, attraverso la realizzazione di film, la cura di un sito fino alla direzione di una collana DVD, che è l'argomento di questa nostra chiacchierata. Come è avvenuto il passaggio dall'hobby al "mestiere"?
 
ALEX VISANI: Per prima cosa mi considero sempre un appassionato, tanto che ancora oggi seguo una "dieta" che è fatta di almeno tre film horror a settimana! Per il resto, guardando indietro, mio padre era proprietario di una sala, quindi il cinema è una materia che "mastico" da tanto e a un certo punto ho voluto condividere la mia passione con il "resto del mondo" creando il sito web. Da lì, per provare a divertirmi, ho iniziato a girare dei cortometraggi in cui omaggiavo il mio cinema preferito, roba molto amatoriale, cui resto comunque affezionato. La cosa mi è piaciuta e questo è poi diventato il mio lavoro: ho una ditta di videomaking da ormai sette anni, con cui realizzo video commerciali. Nei ritagli di tempo continuo comunque a realizzare i miei film horror underground, sempre con grandi sforzi ma anche tanta passione.



 Giacomo, invece tu come hai iniziato? Raccontami la "tua storia" fino alla creazione di Home Movies.
 
GIACOMO IOANNIS: Ho iniziato dalla carta, ho frequentato una scuola di giornalismo e poi ho collaborato a varie riviste, lavorando anche in alcune testate del gruppo di Repubblica. Dopo questa parentesi, mosso da un'autentica passione per il cinema (quello indipendente in particolare), ho aperto una videoteca a Chieti. Nel giro di sei anni l'attività è cresciuta e - complici alcuni motivi personali che mi portavano spesso lontano dalla sede - siamo diventati un punto di riferimento per i collezionisti di tutta Italia: siamo fornitori di Amazon e altri negozi e la mole di lavoro si è alzata al punto che in autunno ci sposteremo a Bologna. Abbiamo lavorato sulle esclusive, in accordo con alcune ditte, e il passo successivo, dopo questi esperimenti, è stato agire in maniera autonoma, con delle linee proprie.

 Chiariscimi un po' meglio la questione delle esclusive, come funziona?
 
GI: Fra le varie tappe del nostro percorso, per capire meglio come funzionasse il lavoro di distribuzione, abbiamo stretto accordi con alcune ditte per avere delle edizioni esclusive, dove le prime 100 copie del catalogo sono in edizione limitata con un gadget allegato e acquistabili solo da noi o attraverso i nostri canali collegati. Questo ha avuto un duplice risultato: l'editore vende a scatola chiusa un determinato numero di prodotti, e noi siamo avvantaggiati dall'esclusiva. È accaduto ad esempio con Penny Video e Shockproof, con cui è nata in breve tempo una collaborazione.



 (qui sopra: esempio di esclusiva Home Movies, l'edizione DVD de Le bambole del desiderio Shockproof con Polaroid allegate)
 
GI: Infatti posso anticipare che dalla sinergia tra Home Movies e Penny Video nascerà presto Thunder Video, una nuova etichetta destinata agli appassionati di cinema degli anni Ottanta. Al momento stiamo lavorando alle grafiche dei titoli che annunceremo prossimamente.

 Ottimo, ci torneremo su, allora. Intanto, per tornare a noi, Alex, correggimi se sbaglio, ma mi sembra tu abbia una particolare predilezione per i film "brutti", è così?

AV: È vero, la mia passione per l'horror è a 360° e una delle angolature che preferisco è quella del trash, meglio se involontario! Quindi non parliamo degli horror demenziali alla Troma (che pure amo), ma di quei film così brutti che diventano involontariamente "belli" – nel sito infatti ho una sezione "So Bad it's So Good" dedicata proprio a questi titoli.

 E l'attenzione all'horror tedesco nasce da questa specifica passione?

AV: Quell'interesse nasce dal fatto di aver scoperto – proprio nel periodo in cui iniziavo a girare le cose mie – il cinema underground tedesco, attraverso i suoi titoli più "clamorosi" come Nekromantik o Violent Shit. Mi ha affascinato subito, chiaramente conteneva dei titoli, per così dire, "orrendi", ma ero colpito da come i vari registi riuscissero a fare dei film horror con pochissime risorse senza porsi limiti, anche nel cattivo gusto. Poi nell'insieme è una cinematografia coerente, con un'atmosfera decadente, sporca e oppressiva, peraltro tipica del cinema tedesco in senso più allargato, che esercita su di me un fascino incredibile. Infatti ha influenzato anche i miei horror, e continua a farlo, pure adesso che posso considerarmi artisticamente più "cresciuto". Mi piace molto anche l'underground americano, comunque, e infatti ci saranno altre uscite Spasmo Video dedicate pure a quello.



 Questo aspetto è molto interessante, pensavo infatti che l'horror tedesco avesse già detto tutto, invece questo approccio ne mostra una rinnovata vitalità. Nello specifico, però, come è nata l'idea della collana?
 
GI: Home Movies è nata con l'obiettivo di distribuire il cinema indipendente italiano, ma, poiché siamo legati anche al cinema splatter, abbiamo pensato a delle linee specifiche per le altre proposte. Il nome Spasmo Video è nato da un lato dalla voglia di creare un marchio che fosse riconoscibile anche a livello internazionale e dall'altra dalla circostanza infelice della morte di Umberto Lenzi, negli stessi giorni in cui il progetto prendeva forma. Quindi è anche un omaggio al suo Spasmo, un termine che richiama una forte sensazione di malessere, che crea "disturbo": proprio le emozioni che riflettono i film tedeschi da cui partiamo.
 
AV: Per quanto riguarda il come nasce il progetto vero e proprio, collaboravo già con Giacomo - fra l'altro sta producendo il mio prossimo film, Stomach, che uscirà a Settembre - e un giorno mi disse che un suo fornitore gli aveva offerto quattro titoli di un pacchetto a sua disposizione. Sono proprio i quattro che ora inaugurano la collana. Da appassionato di horror teutonico, quando li ho visti mi sono esaltato, e da lì è partito tutto! Naturalmente per le prossime uscite avremo maggiore possibilità di scelta e si alzerà anche il livello, avremo la trilogia di Olaf Ittenbach, e altri titoli sudamericani, statunitensi e olandesi, quindi sarà una collana tutta dedicata allo splatter underground internazionale.


Parte 2 – Deutschland uber alles!

 Scendiamo nello specifico, andando per gradi: l'idea c'è, i distributori vi forniscono i primi titoli, e poi? Come avete pensato il progetto?

 
GI: Iniziamo col dire che portiamo questo cinema in Italia per la prima volta in versione ufficiale! Sono film che finora si erano visti solo attraverso le versioni, per così dire, illegali. Ho proposto la cosa ad Alex perché, oltre a essere un amico con cui mi piace lavorare e di cui mi fido, è un esperto del genere, parla bene l'inglese e ci da anche una mano a curare l'edizione, sistemando i sottotitoli. I nostri partner tedeschi, infatti, ci hanno fornito i materiali, ma spesso i sottotitoli erano fatti male, e Alex ha dovuto così riadattarli. La prima tornata di film ci è stata data con l'intenzione anche un po' di "testarci", per capire le nostre intenzioni, quindi comprende dei film più facili da sottotitolare, ma se vogliamo meno belli. La collana Spasmo Video avrà uscite trimestrali con pacchetti da 4 film e la qualità si alzerà, come ha già spiegato Alex.



 Qual è l'obiettivo di Spasmo Video?

GI: L'intenzione è quella di colmare un vuoto distributivo per appagare gli appassionati dello splatter e del gore, che non sono pochi. Le prime uscite non riflettono necessariamente la totalità del progetto, con il tempo le produzioni ci conosceranno, capiranno che meritiamo fiducia e potremo proporre dei titoli più interessanti. Nel primo pacchetto abbiamo gli esordi di Timo Rose, che non sono certo i suoi capolavori, ma arriveremo anche ai suoi ultimi che sono migliori, e così tutti potranno apprezzare il percorso.

 Anticipatemi qualcosa sulla seconda tornata.
 
GI: A Settembre avremo altri quattro film tedeschi, la trilogia di Ittenbach (formata da Black Past, The Burning Moon e Premutos: The Fallen Angel) insieme a Sex Dogz and Rock'n'roll, un film diverso, splatter ma in maniera molto digitale, che mescola all'horror anche i fumetti. Poi iniziamo ad alzare l'asticella: a Dicembre abbiamo già chiuso l'accordo per La petit mort (il primo, la Koch Media ha distribuito il secondo), Suspicion Cruelty, un film canadese girato in pellicola, che sarà l'unico doppiato e Das komabrutale duell, di Heiko Fipper, che è uno dei film più violenti che si siano mai visti.

 I titoli delle altre nazioni che avete citato saranno tutti dello stesso periodo?
 
AV: In generale sì, ci muoviamo in una fascia temporale a cavallo tra la fine degli anni Novanta e i primi Duemila. Anche perché dobbiamo considerare che i prodotti underground odierni sono di un livello più alto, volente o nolente, data la maggiore accessibilità a mezzi di ripresa più professionali e all'uso del digitale, anche per quanto riguarda gli effetti. Diciamo che i titoli più attuali sono al confine tra il prodotto underground e quello indipendente vero e proprio, che non è quello che a noi interessa. Stiamo cercando, insomma, di dare un taglio coerente alla collana.
 
GI: La collana è dedicata alla cinematografia splatter internazionale: già nel primo pacchetto abbiamo un film svizzero, Deuteronomium, che poi è il più bello dei quattro e quasi nessuno conosceva in Italia.



 Come vi coordinate tra voi? Possiamo dire che Alex è il direttore artistico della collana?
 
AV: Sì, possiamo definire così il mio ruolo: l'input è partito da Giacomo, abbiamo dato forma al tutto insieme e ora lui si affida a me per la scelta e la segnalazione dei titoli da inserire in lineup. Di ogni titolo curo l'adattamento dei sottotitoli dall'inglese, mi occupo degli extra e compaio nelle introduzioni dove spiego l'origine dei film e in quale fascia del periodo underground tedesco si vanno a inserire.
 
GI: Con Alex continuiamo il lavoro di cura dell'edizione (sottotitoli, presentazione eccetera), mentre a partire dalle prossime uscite, con Silvia e Jason della pagina Facebook Horror Dipendenza (due ragazzi molto appassionati e esperti, che sono di Bologna e conosco di persona), creeremo degli extra ulteriori, attraverso dei documentari a puntate in cui saranno raccontate le varie cinematografie (lo splatter tedesco, quello giapponese eccetera). Già dalla seconda tornata, con la trilogia di Ittenbach, ad esempio, avremo le tre parti del documentario sull'horror tedesco.

 Personalmente ho sempre visto questi film in copie di copie (parliamo dei tempi delle videocassette) con una qualità video pessima. Le fonti che voi avete a disposizione, invece, quali sono?
 
AV: Effettivamente i materiali sono già scarsi in partenza perché i film erano realizzati in condizioni di fortuna, nemmeno in digitale, ma su nastro analogico. Abbiamo comunque attinto dalle fonti dei distributori con i master nelle migliori condizioni disponibili. Ovviamente bisogna poi distinguere caso per caso: un film come The Burning Moon di Ittenbach, distribuito con successo in tutto il mondo, ha a disposizione master più lavorati, laddove uno Space Wolf, semisconosciuto, parte da materiali inferiori, anche se nella miglior forma possibile. D'altra parte lo stesso vale per me: ora stanno uscendo i miei primi lavori, che Giacomo ha voluto editare, e ho dovuto fare i salti mortali per tirare fuori una qualità dignitosa, si tratta di titoli realizzati vent'anni fa su nastri che si sono anche smagnetizzati e in alcuni casi ho dovuto ricostruire totalmente delle parti. Dobbiamo pure considerare che al momento stiamo uscendo in DVD: se avremo la possibilità, in futuro si potrà optare per il Blu-Ray, se avremo a disposizione materiali degni del formato, ma naturalmente data la qualità di partenza è difficile pensare a una risoluzione di quel tipo.

 Posso sperare in un'uscita di The German Chainsaw Massacre, di Christoph Schliengensief, che è uno dei miei preferiti? :-)
 
AV: Ci punteremo sicuramente, ma dobbiamo sempre verificare le condizioni a cui ci danno i film, che devono essere valide sia per il distributore che per noi. Al momento stiamo cercando i film di Andreas Schnaas, di Andreas Bethmann... siamo a caccia, insomma.



 Parliamo delle cover "fumettistiche", come nascono?
 
AV: È un'idea per collezionisti che è venuta a Giorgio Credaro, il grafico di tutte le uscite Home Movies, è piaciuta sia a Giacomo che a me, e dona coerenza a tutta la collezione, invece delle solite immagini splatter che rischiano di perdersi nella massa delle offerte. Quella di Deuteronomium è di Emma Cerri, che è la compagna di Giorgio, il film dopotutto è svizzero, quindi diverso dagli altri, ma lo stile cerca di accordarsi a quello tipico di Spasmo Video, che è sempre basato sull'accostamento del rosso e del nero. È una variazione molto riuscita.
 
GI: Ci sono state anche delle critiche da chi ha trovato la grafica fuori misura, più adatta a copertine di dischi metal, ma invece si tratta di una scelta molto precisa: evitare la classica cover “amatoriale” che di solito è collegata a questo tipo di film. Volevo da un lato che l'impianto grafico avesse un senso in grado di rendere coerente tutta la collana per dare l'idea di un progetto preciso. E poi in questo modo rendo il titolo funzionale in tutti gli ambiti, dal sito internet allo scaffale della Feltrinelli, dove non posso certo far mettere la copertina con la faccia maciullata :-) La grafica scelta è al contrario molto accattivante, Giorgio Credaro è un nostro valore aggiunto, che riesce a dare sempre qualcosa in più a tutte le collane. Soprattutto, il lavoro fatto con Spasmo Video si adatta bene a tutti i titoli, da quelli più amatoriali a quelli invece professionali che arriveranno più avanti. Credo che la scelta convincerà anche i più scettici, una volta che i titoli saranno tutti allineati sullo scaffale. Gli appassionati più irriducibili troveranno comunque le loro truci immagini “preferite” sul retro o nell'interno della fascetta.

 Concludo questa prima parte della chiacchierata segnalandovi un commento entusiasta lasciato sul nostro Café dall'utente Mattia che si dichiara "commosso" per l'iniziativa di Spasmo Video :-)
 
AV: Grande!! Tutti così devono essere, ne vogliamo di più :-)) Sono molto contento, anche per Giacomo che sta portando avanti una bella scommessa!
 
GI: Mi vengono i brividi: anche se è una sola persona, significa che la nostra operazione non è fine a se stessa, ma che colmiamo un vuoto del mercato italiano rispondendo a una richiesta dei fan, che nessuno ascoltava. È senza dubbio gratificante!



Parte 3 - Indipendenti italiani: chi fa da sé...

 Spostiamoci ora sulle uscite dedicate ai film di Alex, Carne morta, Mindcreep e Zombi New Millennium.
 
AV: Ci saranno due edizioni, quelle singole e quella esclusiva Home Movies limitata a 100 copie dove i titoli sono raccolti in un box molto bello nella grafica. Per me questa uscita rappresenta un onore e una grande gioia: ovviamente sono film che amo come se fossero figli, ma non nascondo che sono assolutamente casalinghi, realizzati con una videocamera e qualche amico. Oggi, fortunatamente, anche se le risorse sono sempre poche, ho a disposizione dei mezzi di produzione veri e propri e degli attori. Ai tempi non avevo nulla, per il mio primissimo film Blade Killer, in una scena sulla spiaggia dove non avevamo il sangue abbiamo fatto incetta di bustine di ketchup in un pub: con la scusa di mangiare un hamburger, ne avremo prese a tradimento una quarantina! E doveva essere un buona la prima! Quindi parliamo di condizioni di questo tipo. Il film comunque non è incluso nel cofanetto perché mi si è smagnetizzata la traccia audio, quindi devo vedere se riesco a ricostruirla, eventualmente sarà recuperato più avanti.



 Possiamo rivelare questi divertenti retroscena?

AV: Sì, anche perché considera che in ogni film sarà presente una mia presentazione, denominata Istruzioni per l'uso, in cui oltre a spiegare allo spettatore "cosa andrà a vedere", racconto proprio questo tipo di aneddoti. Prendiamola come un'anticipazione insomma! :-)

 Queste uscite si inseriscono nella collana dedicata al cinema indipendente italiano. Come nasce questo progetto?
 
GI: Fra le varie riviste a cui collaboravo quando avevo circa vent'anni c'era Taxi Drivers (di cui oggi esiste il sito, io però ti parlo della versione cartacea), dedicata al cinema indipendente italiano e che in quel circuito aveva assunto una piccola statura di culto. Fra le sue pagine portavamo all'attenzione del pubblico una realtà altrimenti nascosta, ovvero quel cinema se vogliamo anche pieno di difetti, ma genuino, dove le idee vengono messe a frutto dai giovani registi italiani. Usiamo il termine "indipendente", ma in realtà parliamo di un cinema "autoprodotto", che è il vero e proprio underground italiano, quello dove rispondi soltanto a te stesso, alle tue idee, alla tua volontà e ai tuoi soldi. Il cinema "indipendente" vero e proprio, secondo la logica che gli si dà in America, è diverso, ha un meccanismo distributivo e produttivo ben definito: in pratica un film indipendente americano ha i soldi che in Italia si usano per un titolo di fascia alta, quale può essere una commedia di Carlo Verdone. Quindi siamo in due ambiti molto diversi tra loro. Consideriamo inoltre che nell'underground ci si confronta con generi come l'horror, il poliziesco, il thriller di cui in Italia esistono ormai soltanto le ceneri, è un ambito sepolto e in cui il "sistema-cinema" non investe più. Home Movies nasce idealmente come prosieguo di quel lavoro che svolgevo su carta, per mostrare questi film autoprodotti, fornire così visibilità ai talenti, creare movimento e avvicinare le nuove generazioni. Un tempo questo compito lo svolgevano i festival, che però ormai sono in crisi, manca un luogo, un'agorà dove mostrarsi al pubblico. Ovviamente applicheremo sempre più una selezione che punti alla qualità perché è vero che chiunque può fare i film, ma bisogna anche dare l'occasione a chi la merita davvero.
 
AV: La collana sugli indipendenti italiani è stata inaugurata da Non nuotate in quel fiume di Roberto Albanesi e poi è uscito The Pyramid, cui si stanno aggiungendo altri titoli, come The antithesis... i miei film inaugurano una diramazione nella collana che va a pescare dagli albori dell'underground italiano, di cui faccio parte, poi avremo anche i film di Fabio Salerno e tanto altro.

 Alex, quindi artisticamente sei coinvolto in questa collana?

AV: No, io mi occupo di Spasmo Video e curo alcuni extra della terza collana, Night Wolf, dedicata ai "cult" internazionali, con produzioni più importanti, anche a livello di budget. Alle volte però segnalo a Giacomo alcuni titoli, soprattutto quelli del passato, ma nel complesso è una cosa che gestisce direttamente lui.



 Giacomo, allora, abbiamo chiarito il "perché", passiamo al "come", ovvero come si articola la proposta legata al cinema indipendente... pardon, "autoprodotto"!
 
GI: Iniziamo col precisare che quello di cui parliamo è un cinema che va visto con intelligenza, dove la mancanza dei mezzi a volte non toglie la legittimità di essere considerati per i propri meriti. Tanti di questi giovani registi vengono dalla gavetta in documentari, nella televisione, nei videoclip: ci sono talenti, alcuni sono bravi nel racconto, altri nel montaggio, altri ancora più completi nell'insieme. In generale lo scenario è ricco di proposte e di generi, sicuramente superiore alle aspettative. Dai tempi di Taxi Drivers è passata molta acqua sotto i ponti, all'epoca quello autoprodotto era un cinema fatto con i primi esperimenti su digitale, era più difficile realizzare un lungometraggio tenendo le persone impegnate per diversi mesi, e anche per questo alcune delle nostre uscite sono pescate tra le proposte meno recenti, per dare una visione d'insieme dagli albori al presente. I film di Alex, ad esempio, risalgono agli inizi del Duemila, guardavano all'underground tedesco e puntavano molto sugli effetti. La confezione era amatoriale, ma quanti registi oggi possono vantare di aver realizzato un film nel 2001 in digitale che aveva un suo perché? Veramente pochissimi. Anche per questo gli ho chiesto di introdurre i vari titoli, per dare tutti gli elementi affinché lo spettatore, magari attirato solo dalla grafica del DVD, capisca cosa sta andando a vedere.

 Anche in questo caso, una volta nata l'idea, come ti sei mosso?

GI: Come ho già spiegato, il cinema indipendente è la mia grande passione, ma naturalmente ho dovuto ragionare da imprenditore e quindi l'avventura è iniziata con i piedi di piombo. Siamo partiti con due film, Non nuotate in quel fiume, di Roberto Albanesi, insieme al suo seguito Non nuotate in quel fiume 2, che prendono in giro il cinema degli anni Ottanta e anche per quello sono volutamente “fatti male”. Entrambe le uscite hanno avuto molto successo. Poiché ci interessava mettere in piedi un progetto coerente per promuovere questo cinema, fin dall'inizio abbiamo voluto dare al tutto un profilo grafico/tecnico di qualità. Quindi grafiche curate sempre da Giorgio Credaro e supporti DVD/Blu-Ray realizzati con i migliori materiali disponibili, dalla carta delle fascette alla plastica per i box fino all'authoring e ai contenuti speciali, che sono molti e inediti. Facciamo a mano anche la numerazione delle copie. Ogni film contiene una lettera aperta del regista che si rivolge al pubblico, Home Movies vuole essere una vetrina, dopotutto. Dopo questi primi titoli più piccoli, ci siamo spostati anche su opere realizzate con mezzi più importanti.

 Ti va di farci una carrellata? In fondo è un cinema "nascosto" che i nostri lettori potrebbero non conoscere, quindi dei dettagli in più possono aiutare.

GI: Certo, Il terzo titolo è stato The Pyramid, un film collettivo, girato in parte anche da Alex, dove ho pensato di fare pure il Blu-ray. In quel caso data la capienza maggiore del supporto, ho fatto allegare a ciascun regista un cortometraggio degli esordi, sempre per aumentare le occasioni di visibilità e far capire l'evoluzione del percorso. Graficamente il DVD ha sempre la copertina differente dal Blu-ray e, come già anticipato, le prime 100 copie (di 500 totali) hanno una versione esclusiva, magari in slipcase o con card e gadget allegati, realizzati da noi in collaborazione con i registi, che sono coinvolti completamente nella lavorazione. In pratica ho “portato in casa” quanto maturato con l'esperienza di Penny Video e Shockproof.



GI: Il quarto è stato La scultura, di Mauro John Capece, primo film a uscire fuori dal genere. Un titolo drammatico e molto forte, che ha vinto 38 premi in 34 festival. Quindi parliamo in questo caso di un regista che ha una struttura più definita alle spalle, ma mantiene lo spirito che a noi interessa. Infatti distribuiremo anche il suo prossimo film.

 Poi abbiamo puntato a un gruppo di titoli più grotteschi, alla "Troma-maniera", che si facessero notare per un tono più divertente. Siamo partiti con Crappy Toilet, di Paolo Treviso, storia di un gabinetto pubblico parlante che racconta eventi folli. A un certo punto, però, si "esce" dalla storia e lo spettatore decide di vendicarsi contro il regista che ha fatto un film così brutto e si arma per ucciderlo. Una presa in giro fantastica, che anche per questo non è stata molto capita. Paolo guarda molto al grottesco dell'underground americano, da Harmony Korine a Jodorowsky e il suo prossimo film, che distribuiremo a Natale, posso anticipare che è assolutamente più personale e di livello qualitativo più alto.



GI: Quindi è stata la volta di Alberto Genovese, con L'invasione degli astronazi e il suo nuovo Dolcezza extrema, che è stato comprato dalla Troma: un film unico nel suo genere, fatto con pupazzi parlanti in stop-motion realizzati con materiali di risulta, e la partecipazione di Marco Antonio Andolfi, regista del cult La croce delle sette pietre. Un titolo che sta piacendo e sta facendo un bel percorso e ci rende quindi orgogliosi di averlo selezionato. In questo caso riteniamo importante aver fornito la possibilità di vedere due lavori dello stesso regista molto distanti nel tempo: L'invasione degli astronazi è infatti del 2009, mentre Dolcezza extrema del 2018, quindi ribadiamo la possibilità di mettere il pubblico di fronte alla consapevolezza di come si è evoluto lo stile dell'autore.

Ci premeva infine dare visibilità anche ai cortometraggi di quegli autori che magari non sono ancora riusciti a fare un lungo. Piazzare un singolo corto però è difficile, e così ci siamo inventati Don't R.I.P., un'antologia di sette autori diversi, realizzata grazie a un accordo con il Roma Blood Fest, che ha contribuito alla realizzazione del DVD. Sono sette diverse sfumature del cinema horror, dal thriller, al grottesco, al film alla Dario Argento, tutte di qualità, con titoli uno più bello dell'altro, realizzati in tempi diversi. L'idea ora è di portare nei festival l'opzione di un Don't R.I.P 2, 3 o 4, per mostrare in seguito altri corti.

 Insomma, un bel ventaglio di possibilità, tanto che posso già chiederti di tracciare un bilancio.

GI: Sì, in tutto entro Luglio avremo distribuito 19 titoli. Da parte mia sono contento delle scelte, ma la cosa di cui sono più orgoglioso è aver permesso a questi autori di dialogare tra loro: Alex ad esempio non girava più nulla dal 2013, ma ora, dopo aver distribuito The Pyramid, abbiamo in uscita il suo nuovo Stomach, che abbiamo aiutato con un contributo, quindi stiamo già passando a una nuova fase, in cui diventiamo anche coproduttori.



 Ci anticipi le uscite future?

GI: Prima della fine dell'estate usciremo con Lilith's Hell, di Vincenzo Petrarolo, che ha alle spalle produttori americani e Ruggero Deodato nel cast, e ripartiamo poi a Settembre con The Carpenter's House, di un vero talento, Brace Beltempo, un ragazzo milanese che gira qualcosa come 120 videoclip all'anno per vari gruppi musicali e che qui ha realizzato un horror “ginecologico” con inquadrature molto osé, ma anche una qualità da slasher americano a tutti gli effetti. Gli ho già chiesto anche di mostrarmi la sua prossima sceneggiatura per partecipare alla produzione, come ho fatto con Alex, e come sto facendo con Paolo Treviso. Lo faremo con Roberto Albanesi e Francesco Mirabelli che ha fatto The antithesis che sta andando molto bene.


Parte 4 - Solitario nella notte va...

 Alex l'ha citata prima, occupiamoci ora della terza collana, Night Wolf.

AV: È una bellissima collana che comprende titoli di culto in parte inediti, tutti doppiati in italiano: il primo è Rise of the Footsoldier, un action estremamente violento e avvincente, ambientato nel mondo degli hooligans. Il master è di ottima qualità, il film è in italiano e all'interno del DVD è presente un documentario di 20 minuti, che ho curato io, con un excursus sul cinema a tematica hooligans.



GI: Il cinema splatter mi piace, ma sono sincero, non è il mio preferito. Quindi Night Wolf è la collana che più rappresenta i miei gusti. È pensata per uscite singole e non a pacchetto (da cui l'idea "solitaria" del "lupo della notte"), e comprende film con produzioni importanti alle spalle. Sono tutti titoli internazionali, ma doppiati in italiano. Rise of the Footsoldier è un film che adoro - ringrazio anzi Alex per averlo scelto fra i tanti che gli avevo proposto, è stata la conferma che era quello giusto! Racconta l'ascesa di una sorta di Scarface inglese, tanto che il Telegraph lo ha definito il “Quei bravi ragazzi dell'Essex”. Un film girato divinamente, che ha avuto anche due seguiti e in Italia non è uscito al cinema, lo hanno mandato in tv alle due di notte! Noi invece vogliamo valorizzarlo.

 Per quanto riguarda invece le uscite totalmente inedite?
 
GI: Il primo che abbiamo comprato, anche questo di culto, è Inbred, uno zombie-movie di brughiera, inglese, geniale e molto bello. Poi ne arriveranno altri, anche dalla Germania come Montrak e Eichmann (quest'ultimo un film di guerra con Franka Potente) e poi ancora The First, che è un film di fantascienza argentino. Il catalogo è già nutrito e su altri siamo ancora in trattativa. Per questi film faremo anche dei contenuti speciali nostri che studieremo volta per volta, come ad esempio quello di Alex sul cinema hooligans: gliel'ho chiesto data la sua passione ed è veramente completo, parla anche dei film mai usciti in Italia (anzi, mi ha dato pure qualche spunto per cercarne un altro paio :-)

 Insomma, tre collane effettive, una quarta in gestazione... direi che vi tenete certamente occupati!
 
GI: C'è ancora una cosa: a Settembre nascerà infatti anche Home Movies Doc, che distribuirà solo documentari! Il primo si chiama Dragon Land - L'urlo di Chen terrorizza ancora l'occidente, sull'eredità del cinema di arti marziali in Italia. Ne avremo di ogni tipo... uno molto bello è un viaggio di nozze fatto da due filmmaker nel cuore dell'America selvaggia; un altro su un poeta della Basilicata in allegato ad una rivista locale; o la storia di un pittore impressionista danese che si trasferì in Abruzzo e scoprì una luce particolare in un paesino e lì visse quasi tutto il resto della vita;
e avremo un mockumentary, Il ballo delle spiritate, dedicato alla tradizione della Taranta con un libretto che ne racconta il folklore.



 Concludiamo con una considerazione che accomuna questa intervista alle altre che stiamo portando avanti qui su DVDWeb, sullo “stato delle cose” nel mercato dell'home cinema contemporaneo. C'è crisi nei numeri, ma anche tanto fermento nelle uscite da parte di realtà piccole e combattive come la vostra. Dunque, da editore, Home Movies come vede la situazione?

AV: Per quello che è il mio punto di vista credo che sia un tentativo folle, ma intelligente di prendere un ambiente morente per dedicarlo esclusivamente agli appassionati, come si fa in Germania o in Giappone. Il collezionista ha così a disposizione la sua edizione curata di prodotti difficili da reperire, senza dover quindi ricorrere alle più costose uscite import. Infatti i prezzi della Home Movies sono molto abbordabili e, parlo per ciò che riguarda il mio film The Pyramid: posso assicurare infatti che per la cura sontuosa che c'è stata nella grafica, nella confezione slipcase e nella preparazione anche dell'edizione Blu-ray a doppio strato, i costi sono stati importanti e in Germania sarebbe stata venduta a un prezzo quattro volte superiore a quello italiano!

GI: Queste realtà che citi hanno finalmente uno spazio perché le grandi ditte stanno venendo meno, molti titoli non escono o vanno solo sulle tv e le piattaforme: non ti nascondo che ho comprato dei film della Sony con audio e sottotitoli italiani dalla Spagna perché qui non sono usciti... e stiamo parlando della Sony! Di fronte a questa situazione si stanno facendo avanti persone che magari non hanno i mezzi delle grandi case, ma conoscono e amano davvero il mercato e che possono usare questi spazi per proposte alternative. Senza dire troppo, posso annunciare che ancora non avete visto tutto, ci sono altre iniziative in cantiere, che faranno ancora più contenti tutti gli appassionati!




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