[nbsp]I film di Béla Tarr, infatti, sono come sospesi in un vago tempo dell'umanità e prediligono dunque soluzioni stilistiche radicali: lunghi piani sequenza, pochi dialoghi, silenzi, ambientazioni non definite, umanità degradate. Un intreccio tra ricerca stilistica e analisi della condizione umana che ha fatto accostare il suo nome a quello di un altro autore rigoroso e "difficile" come Andrei Tarkovsky.
[nbsp]La cosa che ancor meno si sa è che attualmente Tarr non è più un nome raggiungibile soltanto attraverso le notti insonni: da alcuni mesi, infatti, la Eye Division sta distribuendo i suoi film in DVD. Il picco massimo di questa collana si è avuto ai primi di dicembre, quando è uscito un cofanetto da 3 dischi contentente il capolavoro dell'autore, Satantango.

[nbsp]Un racconto sterminato (oltre SETTE ore!) su una fattoria ungherese ai tempi della fine del comunismo ungherese, i cui abitanti sperano in un domani migliore e attendono il ritorno del loro membro più carismatico, dato inizialmente per morto.
[nbsp]La vicenda è narrata con toni sospesi, dove sembra che non accada nulla e gli eventi si ripetono, da diverse prospettive: un film non per tutti, salutato da molti come una vera esperienza per lo spettatore.
[nbsp]L'offerta, comunque, non si esaurisce nel solo Satantango, sono infatti già a catalogo anche:
[nbsp]A fine mese, e precisamente il 23 gennaio, arriverà invece Nido familiare, del 1979, primo lungometraggio dell'autore, che rientra nella fase cosiddetta "realista", dove ancora non emerge quell'adesione totale al bianconero che ritroviamo nelle opere più recenti.
[nbsp]Tutti i film sono proposti con l'audio originale ungherese sottotitolato in italiano (non c'è doppiaggio).
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[nbsp]Per ciò che invece riguarda gli extra, Satantango e Le armonie di Werckmeister ne sono privi, mentre:
[nbsp]Praticamente in questo modo la filmografia (che potete ripercorrere integralmente su Wikipedia) è quasi completa, mancano pochi titoli all'attivo, speriamo nelle uscite dei prossimi mesi (in particolare dell'ultimo Il cavallo di Torino, Orso d'Argento al Festival di Berlino 2011).
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[nbsp]Da notare che questa riscoperta arriva proprio in prossimità dell'annunciato ritiro dalle scene dell'autore, che ha deciso di fondare una scuola di cinema.
[nbsp]Una raccolta dunque importante per gli amanti del cinema d'autore, e un piccolo sussulto di un mercato che negli ultimi tempi si è parecchio ripiegato su se stesso e sui titoli di sicuro successo." />
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