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posted: 22.03.2007 @ 15:54

Dalla Hammer a X-Files: il dottor Quatermass

Anteprima sui tre film editati da Passworld

Davide Z reporting...

 A dimostrazione di quanto interesse ancora oggi accompagni la fantascienza anni Cinquanta (e il fantasy inglese più in generale) l’uscita in DVD dei primi tre film che compongono la serie Quatermass ha destato un certo clamore, come testimoniano gli interventi presenti nel Café.

Dalla Hammer a X-Files: il dottor Quatermass Creato dallo scrittore Nigel Kneale (che i più giovani forse conoscono come autore del soggetto di Halloween III), il professor Quatermass, uno studioso inglese la cui opera è mirata all’esplorazione dello spazio, potrebbe essere considerato vagamente un antenato del Fox Mulder di X-Files.

 E’ infatti l’eroe simbolo di un genere che, partendo da una fantascienza di stampo americano (con invasioni aliene e mutazioni corporee) sposta progressivamente i suoi confini verso l’horror alla Lovecraft, mettendo a nudo inaspettate rivelazioni sulla Storia dell’uomo. In questo modo Quatermass si pone come un energico e risoluto seguace del progresso, ma anche come un uomo costretto a fronteggiare grandi pericoli, che non si tira indietro di fronte alle difficoltà imposte da scoperte rivoluzionarie sul passato del mondo e sulla minaccia costituita dagli alieni.

 I primi tre film cinematografici nascono come trasposizioni di sceneggiati televisivi della BBC (realizzati nel 1953, 1955 e 1958) e vedono alla produzione la celebre casa inglese Hammer, che proprio con L’astronave atomica del dottor Quatermass (1955), primo film della saga, inizia la sua ascesa nell’olimpo dei marchi “cult”, poi culminata nei remake dei classici horror Universal.
 Il titolo originale “The Quatermass Xperiment” ammicca alla “X” del massimo divieto censorio, simbolo di un cinema fuori dagli schemi e in grado di offrire al pubblico emozioni forti.

 La storia vede lo scienziato impegnato a fronteggiare la mutazione di un astronauta tornato sulla Terra dopo un volo sperimentale. Ritroviamo Quatermass nel 1957 ne I vampiri dello Spazio (“Quatermass II”), dove nuovi tentativi del professore di proseguire i suoi esperimenti lo portano a scontrarsi con le prime avvisaglie di una presenza aliena ormai stabilmente presente sul nostro pianeta. Alla regia di entrambi i capitoli troviamo il veterano Val Guest, scomparso di recente e da annoverare tra i maestri del fantasy inglese del periodo.

 L’avventura prosegue poi con la rivelazione sconcertante presente nel terzo (e migliore) capitolo della saga, L’astronave degli esseri perduti ("Quatermass and the Pit"), del 1967, diretto stavolta da Roy Ward Baker e con un nuovo interprete, Andrew Kier, che prende il posto di Brian Donlevy e conferisce a Quatermass sfumature meno ossessive e più umane. Stavolta i lavori di scavo della metropolitana portano alla luce un’antica nave aliena che fornirà allo scienziato la verità sui legami tra terrestri e alieni. Da notare che il nome della stazione Hobbs End verrà citato da John Carpenter ne Il seme della follia, a ribadire l’importanza del film e la sua forte componente lovecraftiana.


 Esiste poi un quarto capitolo Quatermass Conclusion – La Terra esplode realizzato nel 1979 dalla Thames Television per la regia di Piers Haggard, anch’esso in seguito a una miniserie tv, che viene generalmente considerato il finale della saga, nonostante altre opere (radiofoniche e librarie) si siano in seguito incentrate sulla figura di questo affascinante personaggio.

Il Dottor Quatermass  Il cofanetto DVD distribuito dalla Passworld recupera i tre film prodotti dalla Hammer (il quarto film resta fuori perché non è incluso nello stesso pacchetto diritti, come la casa romana ci ha confermato).

 L’astronave atomica del dr. Quatermass e I vampiri dello spazio sono presentati nel corretto formato 1.33:1 e con l’originale fotografia in bianconero. Le versioni si basano su master in buone condizioni e integrali: poiché i doppiaggi italiani sono quelli originali (nessun ridoppiaggio), sono dunque presenti alcune scene inedite dove subentra l’audio inglese con sottotitoli in italiano automatici.

 La codifica audio è l’originale mono sia per l’italiano che per l’inglese. L’astronave degli esseri perduti, invece, è con fotografia a colori e formato 1.85:1.

 In questa pagina potete vedere in anteprima i menù, oltre all'artwork della confezione: quest'ultimo è stato realizzato da Roberto Baldassari, il grafico e animatore 3D che ha realizzato i menù di UFO, Spazio 1999, dei mostri Toho e dei Thunderbirds, fino ad arrivare... Ai confini della realtà.

 Per ciò che riguarda gli extra sono presenti in tutti e tre i film le gallerie fotografiche e una traccia DVD-Rom con la lista dialoghi originale in formato PDF. L’astronave degli esseri perduti contiene anche quattro trailer originali.

 L’ultima parola come sempre spetta al pubblico degli appassionati l’11 aprile, quando il cofanetto arriverà nei negozi.




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