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posted: 02.05.2003 @ 16:48

Il momento degli eroi... 007 vs. xXx

Quattro chiacchiere con... Rob Cohen!

SpaM reporting...

 C'era una volta 007: l'agente in Smoking, che guida auto di lusso ha fatto il suo tempo. Adesso è arrivato il turno di xXx. Xander Cage non porta lo smoking, non ascolta musica classica, non guida un Aston Martin e non beve vodka martini agitato non mescolato. E' un hacker, un amante di sport estremi, dei Rave, del Rap e - soprattutto - non gliene frega nulla di temi come patria, bandiera e quant'altro! E' atletico ed in gamba, e ha una fedina penale lunga come un salto in free jumping. E' per questo che non ha scelta: o lavora per la CIA in una missione a Praga dove deve infiltrare un gruppo di anarchici, oppure si gode una bella (e lunga) vacanza... in prigione. La decisione, per uno spirito libero come Xander Cage, è obbligata, ma - alla fine - oltre ad una motivazione, "scoprirà" (in senso anche pratico...) una bellissima cattiva (Asia Argento) e qualcos'altro che non avrebbe mai immaginato: il lavoro gli piace.

 xXx è una pellicola lineare e divertente in cui lo spionaggio spettacolare alla Bond trova un altro protagonista, macho e simpatico. Con innumerevoli citazioni dai film di Bond (La spia che mi amava, Bersaglio Mobile, Licenza di uccidere) xXx è un film 'pompato' da una colonna sonora tosta e animato da un senso dell'umorismo gradevole. Nulla di eccezionale è vero, ma il carisma di Vin Diesel e la miracolosa trasformazione di Asia Argento in un dirompente Sex Symbol costituiscono la marcia in più di una pellicola anticonvenzionale nel suo essere un prodotto ben confezionato e commerciale.

 Così, in meno di dieci anni il regista Rob Cohen è riuscito a firmare alcune pellicole che - per un motivo o per l'altro - hanno riscosso grande successo in tutto il mondo. Da Dragon - La vera storia di Bruce Lee a Daylight (girato interamente a Cinecittà), da Dragonheart al televisivo The Rat Pack per l'HBO e trasmesso in Italia da Tele +, da The Skulls a Fast & Furious, Cohen è un autore che ha saputo flirtare con generi cinematografici diversi, realizzando senza troppe pretese, film lineari, ma al tempo stesso divertenti e di grande intrattenimento. Come l'ultimo xXx in cui dirige un'altra volta Vin Diesel, trasformandolo in una specie di James Bond del ventunesimo secolo.

 Messo da parte lo smoking, l'eroe raccontato da Cohen è un amante degli sport estremi, insofferente delle regole, delle convenzioni e del governo. Un nichilista riconvertito contro voglia alla causa della libertà che Cohen trasporterà nuovamente in un'altra storia tra un paio d'anni... non resta che attendere xXx 2!
  Nell'attesa, una piccola dvdweb-intervista al regista...

Mr.Cohen, cosa la diverte tanto nell'affrontare sempre generi diversi?

 Ho un grande rispetto per il pubblico e - al tempo stesso - mi annoio molto facilmente. Se leggo una sceneggiatura e mi accorgo di avere già 'visto' un film simile, mi pongo molte domande riguardo al fatto di quale senso possa avere per me passare un anno o due della mia vita a lavorare ad un progetto che rappresenta la versione numero venti di un film visto e stravisto. Quello che mi diverte davvero nel cinema è il potere prendere un genere cinematografico e stravolgerlo dal di dentro, contorcerlo, guardarlo da un'angolazione e da una prospettiva assolutamente diverse e nuove. Se il pubblico coglie qualcosa di 'sconosciuto' nel mio lavoro, posso dire di essere soddisfatto. L'importante è lavorare sulle stesse idee, ma renderle in maniera diversa. Quando vedi film come xXx, Dragonheart, Fast & Furious, tu hai ben chiara l'idea di quali sono gli elementi conosciuti: è l'interpretazione personale a renderli nuovi. Spero che siano queste differenze a rendere tutto più eccitante.

Che differenza c'è allora tra xXx e i film di 007?

 Così come gli dei greci avevamo una versione 'romana', cui avevano ceduto il nome, il ruolo ed il passo, il rapporto tra le due serie è di natura 'mitologica'. Se James Bond è greco, xXx è romano.

Lei è laureato ad Harvard in antropologia: qual è il fascino esercitato su di lei dai film d'azione che rappresentano il grosso della sua filmografia?

 Io adoro il cinema d'azione, perché i film per me trattano di movimento. Sono essenzialmente immagini in movimento. Nulla è meglio del cinema per rappresentare l'arte che viene esaltata dalla velocità, dalla dinamica, dalla cinetica. Il cinema d'azione è il massimo per esprimere le immagini in movimento e per portare l'arte cinematografica alle sue massime conseguenze.

Qual è il suo rapporto con Hollywood?

 Hollywood è un luogo molto complesso. Se li lasciassimo fare sarebbe dominata dalla filosofia della Coca Cola: se vendi una lattina, ne puoi vendere cento uguali. La sfida per un regista ad Hollywood oggi, in una realtà industriale dominata dagli interessi delle multinazionali e di enormi società finanziarie è quella di dare loro quello di cui hanno bisogno, ma al tempo stesso di ottenere per te risultati soddisfacenti. Gli Studios nutrono un profondo appetito per prodotti freschi, interessanti, vendibili. Nel caso di xXx hanno ottenuto una franchise interessante, divertente, e di successo. Mentre io sono riuscito a dare vita ad un nuovo tipo di eroe. Un simbolo, un action hero, un'icona interpretata dal mio amico Vin Diesel.

xXx è stato realizzato con la Revolution di Joe Roth. Cosa ha questa nuova compagnia di tanto speciale?

 xXx è stato il maggiore successo commerciale di questa società, ma a parte questo ci sono molti elementi interessanti. Innanzitutto non hai a che fare con comitati, consigli d'amministrazione e dirigenti anonimi che il giorno prima vendevano scarpe. Parli con Joe Roth che possiede la società ed è un regista ed un produttore. Quando volevo realizzare xXx ne abbiamo parlato a pranzo e lui mi ha detto che non voleva come protagonista Vin Diesel. Io gli ho risposto che non avrei fatto il film, perché mi sarei sentito come se avessi avuto Sean Connery per Licenza d'uccidere senza poterlo utilizzare. Joe mi ha risposto: 'Facciamo un patto: fai xXx con Vin Diesel, ma in cambio mi devi dare il film per luglio del 2002.' Mancavano solo undici mesi, ma io ho accettato. Entrambi abbiamo mantenuto la nostra parola ed il film è stato un successo. Ogni piccola divergenza è stata sempre appianata con una semplice telefonata, così come è stato risolto ogni singolo problema. Per quello che mi riguarda se dovessi lavorare solo con Joe per il resto dei miei giorni, potrei dirmi comunque soddisfatto.

Questo è il secondo film con Vin Diesel. Cosa le piace tanto di questo attore?

 Vin Diesel presenta caratteristiche che non si trovano facilmente negli attori: ha durezza ed intelligenza, è vulnerabile e dolce, è atletico ed aggraziato. Fa l'attore da quando aveva sette anni: è in grado di tenere in mano una pistola e al tempo stesso una donna come Asia Argento. I giovani di oggi in cerca di eroi ne trovano fin troppi alti, biondi, con gli occhi azzurri. Vin Diesel è l'eroe perfetto per il ventunesimo secolo. La gente pensa a lui e dice: 'Voglio qualcuno come me, che rappresenti, però, il meglio di ciò che io potrò mai essere.'

Cosa pensa di Asia Argento?

 E' una Donna con la D maiuscola: un'attrice che merita il massimo rispetto come persona e come professionista. Sono sempre stato un fan dei film di suo padre. Nella scelta di Asia ho proiettato quei demoni folli che emergono dal cinema di Dario Argento. E' un'interprete puntuale, seria, che lotta duramente per migliorare il proprio ruolo e che esplora ogni singolo elemento del suo personaggio. So che a molti non piace, ma io l'adoro.

Cosa significa per lei essere un regista?

 E' un privilegio ed un onore potere dirigere un film, lavorando con attori che stimi e produttori che rispetti. Mi sono laureato in antropologia, perché mi interessava lo studio dell'essere umano. Poi a ventiquattro anni dopo Harvard, ho rilevato la Motown e sono diventato un produttore. Il mio primo film è stato Mahagony girato a Roma con Anthony Perkins e Diana Ross. Come produttore guardavo il lavoro dei registi e cercavo di capire. Poi, però, ho sentito il bisogno di sperimentare e di confrontarmi con generi diversi: sono finito in Tv e ho diretto episodi di serie come Miami Vice che mi consentivano di affrontare ruoli, personaggi e stili differenti. Sono tornato a produrre film come Le streghe di Eastwick e L'implacabile. A quarantadue anni ho diretto il mio primo film: Dragon. In quel momento ho sentito di avere sufficiente esperienza e dignità per chiamare me stesso un regista. Una professione che io continuo a ritenere privilegiata per tutto quello che hai a disposizione per realizzare i tuoi sogni.

Una delle scene più sexy della storia del cinema è l'apparizione di Deborah Kara Unger nelle vesti di Ava Gardner nel film televisivo che nel 1998 lei ha dedicato alla vita di Frank Sinatra con Ray Liotta, Don Cheadle, Joe Mantenga. Una sequenza memorabile e carica di erotismo...

 E' vero. Pochi secondi per mostrare la tensione erotica di una scena. Ma sa io credo che in questi casi il vero cinema si rivela in ciò che non viene mostrato più in quello che in ciò che si vede sullo schermo...




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