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Fra l'inizio del '69 e la fine del '72 Jean-Luc Godard ha vissuto i suoi "Anni Mao", come li ha chiamati più tardi con sarcasmo autocritico. Godard matura in questo periodo un distacco esistenziale che si trasforma ben presto in rivolta politica ed estetica. Tutto il cinema deve essere inteso come un lavoro, un lavoro che va ripensato in termini di classe, un lavoro frutto di una produzione collettiva: il risultato sono dei film pensati come oggetti cui applicare una pratica ideologica specifica, caso per caso, confrontandosi con contesti produttivi, paesi e linguaggi diversi.
British Sounds (1969), Pravda (1969) e Lotte in Italia (1970) fanno parte di questo corpus e ben esemplificano l'incessante erranza esistenziale e la profonda ricerca estetico-politica che a nostro avviso sono il cuore ancor vivo di quel collettivo sotto il cui nome Godard ha rivendicato in corso d'opera tutto il lavoro degli anni ’69-’72, il "Gruppo Dziga Vertov". |
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