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posted: 01.02.2012 @ 14:04

QUADRI DEL CINEMA: Uomini che odiano le donne

Primo piano su Lisbeth Salander nelle sue due incarnazioni

Davide Z reporting...

"L'attrazione, gli pareva di capire, stava nel fatto che Lisbeth era per lui come un'entità sconosciuta. Avrebbe potuto innamorarsi altrettanto di un dipinto raffigurante una ninfa della mitologia greca. Lisbeth Salander rappresentava una vita irreale, che lo affascinava ma che non poteva condividere – e che lei in ogni caso gli proibiva di condividere."

 Queste parole, riprese dal primo romanzo della trilogia Millennium scritta da Stieg Larsson, ci introducono al nuovo appuntamento con i Quadri del cinema, realizzato in occasione dell'uscita nelle sale della nuova trasposizione a cura di David Fincher e dell'uscita in DVD della serie tv originale svedese.

 Tutte queste opere ci spingono a fare i conti con il bellissimo personaggio di Lisbeth Salander, affascinante e inafferrabile hacker dal passato misterioso, che nella storia aleggia inizialmente come una sorta di misteriosa entità, ritagliandosi uno spazio via via più grande fino a diventare protagonista assoluta dei seguiti.

QUADRI DEL CINEMA: Uomini che odiano le donne

 La sua forza iconica è evidente sin dall'inizio, al punto che al titolo originale Män som hatar kvinnor (Uomini che odiano le donne, appunto), l'America ha sempre preferito The Girl with the Dragon Tatoo ("La ragazza con il tatuaggio di drago"). Si tratta di una scelta non da poco: il bellissimo titolo di Larsson infatti infila le unghie in modo netto e doloroso nel tema della misoginia, facendo intuire il potenziale esplosivo e socialmente critico che si annida dietro una classica vicenda gialla. Dal singolare all'universale quindi.

 Al contrario la scelta americana sembra adagiarsi completamente sull'idea del mistery, spostando l'attenzione unicamente su Lisbeth: chi è? E perché ci affascina tanto? Dall'universale si torna insomma al singolare.

 I poster americani (curati da All City Media) si erano adeguati a questa idea sin dai tempi del film originale di Niels Arden Oplev. Un primo teaser poster era addirittura incentrato soltanto sul tatuaggio:

 In seconda battuta è comparso il volto di Lisbeth/Noomi Rapace. Vi invito a fare attenzione in particolare alla seconda variante che rende Lisbeth quasi uno spirito evanescente, in continuità con le parole dello stesso Larsson: Lisbeth Salander rappresentava una vita irreale.

 Curiosamente, pur con il titolo corretto, anche il poster italiano non cambia di molto il soggetto: troviamo sempre Lisbeth e, addirittura, si insiste molto sul suo aspetto spigoloso, e quasi minaccioso, da figura noir, con prevalenza di neri: il bianco del secondo poster americano è inesistente e la nota di colore più forte è data dal titolo. Per trovare un accenno al tema caro a Larsson bisogna rivolgersi alla tagline:

 Più curiosa la scelta svedese, che nel mettere Lisbeth in primo piano, sempre in atteggiamento minaccioso, la inserisce in un contesto familiare (la residenza dei Vanger), con tanto di caminetto (anche se con un fuoco che brucia a tutto spiano e che risulta tutt'altro che rassicurante), e Blomkvist/Michael Nyqvist alle sue spalle seduto su una sedia. L'effetto è interessante, ma la composizione in sé risulta confusa e tenta di tenere troppi spunti assieme, con un esito un po' dozzinale:

 A questo punto il remake americano può permettersi di affrontare la scelta del bozzetto senza troppi problemi e rovescia completamente di segno la strategia comunicativa, puntando tutto sull'attrazione dello spettatore per Lisbeth, figura misteriosa ma a suo modo affascinante. La prima immagine promozionale diventa dunque esplicita:

 Questa che ho riportato è la versione non censurata (l'altra la potete vedere su Imp Awards), e il rovesciamento di segno è geniale perché molteplice: oltre a provocare un senso di attrazione ma anche di repulsione (come scriveva già Larsson nel suo romanzo), Lisbeth/Rooney Mara è sì centrale ma appare indifesa, vittima, spogliata fisicamente e umanamente, tutto il contrario della minacciosa icona dei manifesti visti sinora. In secondo luogo il gesto di Blomkvist/Daniel Craig appare allo stesso tempo sia di protezione (è sostanzialmente un abbraccio) che di costrizione (sembra che l'abbia presa al collo in modo quasi marziale). Il tutto dunque appare fortemente – e volutamente – ambiguo. La realizzazione è di Kellerhouse, Inc.

 Sorvolando su altre immagini promozionali che cavalcano una certa morbosità nel mostrare il personaggio di Lisbeth (ad esempio QUI, QUI e QUI), riusciamo dunque a capire che la versione Fincheriana è interessata in modo specifico alle possibilità espressive offerte dal rapporto fra i due protagonisti. Le parole dello stesso regista lo confermano:

"Non sono mai stato molto interessato ai nazisti o a ciò che fa la gente in cantina con gli attrezzi da lavoro. Questa roba fa parte di quella che chiamo l'aerodimanica della storia. Il motivo per ho accettato Millennium - Uomini che odiano le donne è il rapporto tra i due protagonisti."

 Ecco dunque che il passo successivo riconduce il soggetto dei poster alla mera dinamica fra i due personaggi. Curiosamente qui Lisbeth torna a essere un'entità evanescente come nei primi poster della versione svedese:

 Il bianconero ormai è diventata la cifra stilistica della campagna promozionale, e il rapporto figurativo fra le immagini di Blomkvist e Lisbeth permette ai quadri di risultare visivamente stimolanti.

 L'esito finale, ci porta a un ulteriore ribaltamento che, alla luce di questo percorso, appare quasi rivoluzionario: ora Lisbeth è in secondo piano rispetto a Blomkvist! Un compromesso interessante fra la sua inafferrabilità e importanza, che fa passare sopra a una composizione estremamente tradizionale e fin troppo in linea con gli standard odierni:

 Leggi i precedenti articoli e scopri tutti i poster artistici:






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QUADRI DEL CINEMA: Uomini che odiano le donne

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Re: Remake Millennium: Uomini che odiano le donne?
[QUADRI DEL CINEMA: Uomini che odiano le donne]

By: fabio

Posted: 10.02.2012 @ 10:27
Tranquillo lele, mi sa che sono io quello controcorrente, da quello che leggo in giro questo remake è piaciuto, ma quasi tutti preferiscono quello svedese ;-)

Remake Millennium: Uomini che odiano le donne?
[QUADRI DEL CINEMA: Uomini che odiano le donne]

By: leletto80

Posted: 10.02.2012 @ 09:53
Si Fabio anche nel precednete i due protagonisti si "accoppiavano".
Io vado controcorrente, infatti scelgo e preferisco l'originale.
Intendiamoci è come scegliere la cioccolata bianca o nera... buone allo stesso modo, questione di gusto.
La regia è ottima ma le recitazioni a mio avviso nel complesso si "pareggiano" mentre Noomi francamente l'ho preferita

Millennium: Uomini che odiano le donne?
[QUADRI DEL CINEMA: Uomini che odiano le donne]

By: coach

Posted: 10.02.2012 @ 08:56
Ciao Fabio, sono contento che ti sia piaciuto, (non volevo sensi di colpa per cattivi consigli) concordo con te per il protagonista, Craig lo adoro, Nyqvist (quello svedese) boh, non mi dice niente, troppo televisivo...
Riguardo a Lisbeth, nei romanzi è bisex, (nel senso che è ancora indecisa se stare di qua o di là...)

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