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..."Giù le mani dai vecchi doppiaggi!"

1 - Concordo ed aggiungo... 16.09.2003 12:10
Sono OVVIAMENTE anche io concorde nel lasciare RIGOROSAMENTE l'audio in versione originale. Al limite affiancarlo ( ad esempio a fianco del 5.1 ridoppiato mettevano anche l'originale, mono o stereo che fosse, non avrebbe occupato molto).

Inoltre vorrei far notare un'altra cosa. Nei DVD si perde traccia proprio dell'esistenza dei DOPPIATORI. I titoli finali del film sono quasi sempre quelli originali inglesi, per cui l'elenco delle voci associate ai personaggi e tutte le altre diciture inerenti le versioni italiane...vanno perse e questo NON MI SEMBRA GIUSTO. Quando si fa l'authoring di un DVD sarebbe opportuno inserire per ogni lingua parlata... i relativi titoli di coda originali...

[IperBaldO]
2 - Un nodo da sciogliere... 24.08.2003 17:50
Blast, Vittorio, Maurizio e gli altri, avete riallineato la discussione e centrato i punti.
Sono particolarmente grato a Maurizio, per la piena consonanza delle idee e per la sua notazione sul potere di unificazione linguistica esercitato dal doppiaggio d’epoca, quando il cinema era veramente tutto per la gente.
Vorrei invitare anche a tenere conto di un aspetto che io ho più volte martellato, ma che sembra continuare a sfuggire nella discussione.
CONTRO la scelta del ridoppiaggio del cinema classico, non basta soltanto una presa di posizione, una dichiarazione d’intenti, mettere sotto dichiarata tutela le vecchie edizioni, per ragioni sentimentali o altro, e sperare poi che chi deve decidere ne tenga conto.
Bisogna dire in chiaro che simili ridoppiaggi SONO MATERIALMENTE IMPOSSIBILI DA ATTUARE se non con l’alterazione irrimediabile del volto dell’opera, quindi con la commissione di una frode.
Bisogna infatti ricordare che finora sono state ridoppiate solo pellicole più o meno recenti, delle quali sussistevano in magazzino le “ME tracks” da missare col nuovo parlato; per cui, ad esempio, C’ERA UNA VOLTA ha potuto conservare il legittimo commento del maestro Ennio Morricone, mostro sacro della musica da film, ed è stato consentito ai fan di sentire le sue note, le arie, i passaggi, i temi originali composti appositamente per servire la linea narrativa del film.
Per le vecchie pellicole, invece, in caso di malaugurato ridoppiaggio, si delineerebbe un destino ben diverso: tranne rarissimi casi, le antiche ME tracks (Music-Effects) sono inesistenti, e in tal caso le mani degli irresponsabili potrebbero giungere a sostituirsi agli scomparsi autori anche nel reinventarsi un sonoro a piacere, con suoni e musiche del tutto estranee al film, prese dai repertori.
Per fare un esempio, potremo avere un glorioso western fordiano, SENTIERI SELVAGGI, non solo con la famosa voce di John Wayne (per la cronaca, il gigantesco Emilio Cigoli) ridoppiata da un suo pronipotino italiano, ma anche con la musica sontuosa di Max Steiner soppiantata dai passaggi musicali di un “Ringo contro tutti”, con lo sconvolgimento dell’intero impianto simbolico e allegorico creato dal compositore con la sua musica!
Allora noi ci ritroveremo a parlare di un altro nuovo agomento: se sia giusto o meno rimuovere e spostare la musica da un film all’altro, esattamente come stiamo dibattendo se sia giusto o meno rimuovere e spostare le voci consolidate.
Noi abbiamo, quindi, a mio parere, questo ulteriore nodo da sciogliere: finchè non interverrà la tutela della cultura ufficiale, delle istituzioni di cinema in Italia, oso dire del nostro Governo, atteso l’atteggiamento famelico che hanno i produttori di DVD, possiamo ritenerci al riparo da questo ben più insidioso pericolo per l’integrità dell’opera?
IN ALTRE PAROLE: ACCETTEREMMO UN “C’ERA UNA VOLTA IN AMERICA” SENZA PIÙ LE MUSICHE DI ENNIO MORRICONE?
[ADD]
3 - Caro Blast e caro Maurizio 22.08.2003 13:07
Aggiungerei solo che difficilmente il doppiaggio originale di CUVIA, per quanto lontano dal significato delle parole de De Niro e Woods, possa aver alterato il senso dell'opera originale. Per il semplice fatto che il film è di Sergione. :-)

Per il resto, tutto ok, concordo con entrambi. E' forse incoerenza?
Penso che ogni caso vada valutato singolarmente e che gli interventi sulla pellicola debbano essere il meno invadenti possibile. Tutto sommato meglio Alcor che Koji Kabuto. Ma forse meglio George di Giorgio nei film addomesticati del ventennio.
Ma senza ri-doppiare, mi raccomando...
Grazie e ciao.
[Vittorio]
4 - Maurizio sono d'accordo... 22.08.2003 11:02
...infatti nel mio precedente post ho sbagliato a impostare il finale. Quello che intendevo è che voglio una traduzione coerente al 100% con l'opera originale (secondo me questa è la cosa più importante) ma vorrei anche la versione 'storica'.
INSOMMA LE VORREI ENTRAMBE.
Ma se proprio mi facessero scegliere, puntandomi una pistola alla tempia, sceglierei la nuova versione coerente. Perchè va bene la 'magia del cinema', va bene anche anche io sono cresciuto a pane e Mazinga... però aver imparato dopo 10 anni che Rio e Alcor erano la stessa persona è un pò assurdo no? Ma almeno per fortuna, credo, cose di questo genere non succedono più!!
[Blast]
5 - Io no! 21.08.2003 20:52
Caro Blast,
non ho neppure bisogno di pensarci molto perchè ti sei già risposto da solo: No! non sarei daccordo!
Come giustamente hai fatto notare per Greese non è affatto difficile risolvere il problema. Ti dirò di più, gli editori seri hanno già applicato questa soluzione, due esempi per tutti Dynamic con Bem e Shin Vision con Pretty Soldier SailorMoon R The Movie.
Perchè scegliere tra la memoria storica italiana (sono cresciuto con Koji Kabuto chiamato Alcor...) e l'attinenza all'originale (sacrosanto quanto la versione originale...)quando come tu stesso ammetti con un piccolo sforzo e un po' di rispetto per l'utente finale, si possono avere entrambi(tutte e tre)?
Sul perchè poi vorrei mantenere una traduzione piena d'errori, nomi sbagliati e travisamenti vari... mi pare che ti abbia già risposto precedentemente non credi?: semplicemente è la versione che dal 4 aprile 1978 (1° giorno di trasmissione di Goldrake/Gredizer in Italia)ha fatto sognare generazioni di Italiani... non mi pare poco, se non è magia del cinema questa? :-)
[Maurizio]
6 - tanto per chiarire... 21.08.2003 19:02
...mi sono volutamente allontanato dal nocciolo proprio perchè era il discorso generale ad essere passato da 'è giusto o no ridoppiare?' a 'W il doppiaggio Abbasso il doppiaggio' e ho dato la mia opinione nonchè cercato di smorzare i toni.
Detto questo, non sono mai stato d'accordo sul ridoppiaggio dei film, non tanto perchè le voci 'vecchie' sono migliori o peggiori, nemmeno tanto per esserci 'affezionato' (anche se, non lo nego, in alcuni casi capita anche a me di voler risentire vecchi film così come me li ricordo). Il motivo vero è che non ce n'è bisogno. Trovo pessima l'idea di ridoppiare CUVIA, ma anche Incontri Ravvicinati o Superman (e tutti gli altri). Ho trovato uno splendido compromesso quello di Grease, con la vecchia traccia mono e per i patiti del 5.1 una nuova traccia fiammante.
Però vi pongo, tanto per alimentare la conversazione, un quesito: se vi accorgeste che il doppiaggio al quale siete affezionati in realtà sfrutta traduzioni completamente sbagliate, che alternano il senso dell'opera originale (questo è il caso della maggior parte dei cartoni animati giapponesi...). Cosa preferite, sentire le voci 'storiche' o qualcosa di coerente con l'opera originale? Io sarei per la seconda ipotesi.
Saluti a tutti quelli che hanno risposto!
[Blast]
7 - Pareri.. 21.08.2003 17:08
Caro Blast, sono daccordo su come poni la questione ma penso che chi abbia centrato il nocciolo del problema sia Vittorio.
Qui non si discute sul fatto che sia meglio o meno la versione doppiata o quella originale, qui si discute o si dovrebbe farlo, sul fatto che sia giusto o meno ridoppiare il doppiato.
Come spesso si è detto, un doppiaggio seppure con le sue incongruenze è frutto del suo tempo, ci rivela un modo di esprimersi, di intercalare, ci regala uno spaccato sul modo di pensare di un epoca. Tutto questo si perde nel ridoppiaggio del doppiggio cancellando con un unico colpo di spugna una civiltà che temporalmente è mutata per evolvere nella nostra.
Quello che non si vuole sono operazioni di remake coatto: Negli Stati Uniti, se un film è ancora attuale come trama ma lo si ritiene non di immediato impatto sulle generazioni attuali, se ne fa un remake (in realtà lo si fa anche quando si è a corto di idee ma sorvoliamo :-), nessuno si sognerebbe mai di adattare Via Col Vento ad un lessico moderno anche solo richiamando gli attori e regista... sarebbe un'assurdità. Noi invece questo lo stiamo facendo.
E da questo punto di vista la visione di ADD è corretta nel definire vandalica l'operazione: Ribadisco, nessuno sta mettendo in dubbio la valenza primaria dell'opera originale che rimane inalterata, indipendentemente dalla lingua, dato che molti dimenticano che il cinema non è solo quello in lingua inglese, il doppiaggio è, inizialmente, fondamentalmente un viatico alla comprensione ma quando gli anni passano assume ben altre connotazioni. Prova a riguardare film come Via col Vento, La vita è Meravigliosa o telefilm come UFO o Belfagor, tanto per citare stili completamente diversi... ora è ovvio che nessuno oggi parlerebbe con quel gergo, fa parte di un essere che è il nostro substrato culturale e che ha portato a costruire il lessico italiano quale è oggi... da questo punto di vista è un operazione vandalica cancellarlo.

Non dimenticare un particolare che a molti sembra sfuggire, forse solo per motivi anagrafici: per decine d'anni l'Italia è stata di fatto divisa dalla sua lingua, l'analfabetismo era altissimo e non parlo del solo immediato dopoguerra. Il doppiaggio, il fatto di fruire del cinematografo in lingua italiana ha contribuito moltissimo a sconfiggere le barriere poste a chi fino a quel momento aveva parlato il solo dialetto e quindi ad unirci. La valenza del doppiaggio quindi è molteplice, per questo è di fatto una forma d'arte. A questo punto la domanda diviene: Vale più la memoria storica ed emotiva o l'operazione commerciale?
[Maurizio]
8 - Doppiaggi? Si! 21.08.2003 16:30
Io non sono affatto un 'convertito', vado pazzo per molte 'voci' del nostro doppiaggio. Permettimi qualche nome: LUCA WARD, FRANCESCO PANNOFINO, FRANCESCO PRANDO, SANDRO ACERBO, MICAELA ESDRA, il grande ROBERTO PEDICINI e ce ne sarebbero ancora tanti...
Sono d'accordo con te sul fatto che non è bello ascoltare doppiaggi diversi per uno stesso attore e non capico nanch'io perchè in Italia alcuni titoli debbano essere totalmente stravolti (ma li pagano pure?!).
Hai ragione nell'affermare quanto sia bello veder recitare un attore con la SUA voce, da un senso di completezza e di maggior realismo (almeno per me).
Ma visto che il DVD lo rende possibile io VOGLIO BENEFICIARE DI ENTRAMBE LE TRACCE AUDIO: quella originale e quella doppiata in italiano e se si tratta di un vecchio film IO ESIGO IL DOPPIAGGIO ORIGINALE!!!
[MAD MAX]
9 - Vabbé, ma ri-doppiare o no? 21.08.2003 15:20
Caro Blast, sono tendenzialmente d'accordo con le tue argomentaioni, ma credo che il tuo punto di partenza sia leggermente alterato rispetto al nocciolo della discussione. Che sia meglio vedere i film nella lingua originale e così godere completamente della performance recitativa penso sia fuori discussione, ma una volta stabilito questo, si deve o no ri-doppiare i film che non possono soddisfare certi requisiti tecnologici e commerciali? Pasquale ha ragione quando sostiene che se sono i distributori a fare delle scelte che incidono significativamente sull'opera, non abbiamo ancora assistito al vero scempio...

Dobbiamo ri-doppiare Totò e Mastroianni?
Secondo il tuo ragionamento no, in quanto sono le voci originali degli attori.

Eppure, anche il doppiaggio, soprattutto se voluto dal regista, se affidato sempre agli stessi doppiatori (e in questo ti do ragione, Peppino Rinaldi 'era' Paul Newman) entra a buon diritto nella originarietà dell'opera.
Dici che 'Il doppiaggio italiano ne diventa parte integrante ma solo in Italia'. Non mi pare poco.

Ti dirò, ho comprato E.T. pur ri-doppiato, ma un film come CUVIA che è un film italiano almeno quanto la trilogia del dollaro e gli altri film di Leone, deve preservare i risultati delle scelte che il regista ha dovuto affrontare. Si è avvalso di attori americani, e allora?
Grazie e ciao.
[Vittorio]
10 - di cotte e di crude... 20.08.2003 23:59
Sulla questione doppiaggio ridoppiaggio ne ho sentite di cotte e di crude, da ambo le parti e mi permetto di intervenire.
Premetto che sono un 'convertito', ovvero ho smesso volutamente di sentire i film in lingua inglese nella versione doppiata in italiano. Le altre lingue, non conoscendole, mi fanno restare sul doppiato o al massimo alla versione con sottotitoli italiani.
Detto questo, non mi sento affatto superiore a quello che con una scelta linguistica abbastanza infelice è stato chiamato 'popolino'... la mia una scelta dettata dai seguenti fattori:

1) preferenza verso le voci originali. Non discuto in alcun modo la bravura dei doppiatori nostrani, anzi! Ad esempio trovo eccezionale Oreste Lionello... Solo che mi piace sentire la voce 'vera' e 'l'interpretazione originale' dell'attore, non quella, seppur altrettanto valida di un doppiatore. Inoltre personalmente ho sempre provato fastidio nel sentire un attore o un personaggio parlare con voci diverse da film a film... oppure sentire la stessa voce per due attori diversi... E' un pò come se la mia ragazza parlasse ogni giorno con una voce diversa oppure se la vicina di casa avesse la sua stessa voce! Sarebbe un pò inquietante!!! :-)

2) ho notato spesso discrepanze tra il dialogo originale e la traduzione. E questa è la cosa che meno apprezzo in assoluto... Niente di clamoroso quasi sempre, però si rischia a volte di stravolgere il senso del tutto, come ad esempio nel famigerato finale di 'Matrix'. Senza contare alcuni film 'intraducibili' come ad esempio gli Austin Powers, nei quali tutti i magnifici giochi di parole vengono inevitabilmente persi. Poi mi sono sempre chiesto: perchè cambiare i titoli? Voglio dire... è vero che 'Ombre Rosse' è più evocativo de 'La Diligenza'... ma per quale motivo cambiarlo? Non vedo, almeno dal mio punto di vista, motivo valido se non motivi commerciali... E, se permettete una piccola provocazione, i motivi commerciali sono tutt'altro che artistici...

Premesso tutto questo, vorrei affermare quanto segue:
a) il DVD ci ha permesso finalmente di avere le lingue multiple quindi sfruttiamola questa possibilità!!! Pur non utilizzandola praticamente mai, preferisco l'acquisto di dvd con la traccia italiana come utile 'extra' che è meglio avere piuttosto che no... Quindi viva la libera scelta!!!

b) chi sostiene che è meglio la lingua originale ha ragione. Ma anche chi dice che è meglio il doppiaggio ha ragione. Entrambi i punti di vista sono giusti da certi punti di vista e sbagliati da altri...
Caro ADD, trovo i tuoi interventi piuttosto interessanti benchè io non mi trovi d'accordo (ma è il bello di una discussione no?) ma penso che tendi un pò ad esagerare.
Che il doppiaggio (o la traduzione di un libro) sia uno strumento indispensabile per la fruizione di un'opera proveniente da un paese straniero è indubbio e la sua necessità è, al momento, fuori discussione. Ma arrivare a dire che sia parte della cultura del popolo (ti parafraso un pò, spero di non aver frainteso) mi pare un pò troppo. Allora nei paesi in cui il doppiaggio non esiste o cmq non è utilizzato per la distribuzione cinematografica, tipo Francia o Messico, sono paesi senza cultura. No caro ADD, ad ogni cosa il suo giusto peso: elemento di cultura è il film (o il libro) non la sua traduzione. Il doppiaggio italiano ne diventa parte integrante ma solo in Italia... l'unica costante in tutto il mondo è il film in sè, con le sue immagini, inquadrature, i volti degli attori e quant'altro. E poi... addirittura arrivare a dire 'vandali'... beh spero fosse una provocazione perchè davvero mi pare fuori luogo. Quello che veniva da Edoardo e da altri, me compreso, non è un voler disconoscere la nostra italianità, ci mancherebbe, ma un invito ad un arricchimento culturale con la comprensione dell'inglese. Visto che sempre di più si va verso quello che è universalmente chiamato il 'villaggio globale' questa cosa non può che essere positiva, o no? Nessun 'obbligo' per carità, ed infatti è qua che Edoardo, a mio avviso, sbaglia, volendo imporre il proprio punto di vista...
Certo che, e qui arriva la mia seconda piccola provocazione (che, lo dico prima, non è rivolta a nessuno in particolare e non vuole offendere nessuno), prima di sperare che venga compreso l'inglese non sarebbe male che tutti imparassero a parlare bene l'italiano... Ecco allora che forse in questo senso il doppiaggio può avere scopi 'educativi'.
Grazie se siete arrivati alla fine di questo delirio e grazie a chi vorrà intavolare con me una discussione.
[Blast]
11 - Basta una sola generazione di vandali... 20.08.2003 20:44
OK. Edoardo, è stato un equivoco ed abbiamo perso tempo.
Agli interventi che mi hanno preceduto nel risponderti (Maurizio, Siddo, Pasquale) nulla avrei da aggiungere, avendo ognuno di essi bene esposto il senso del comune sentire, quando hai toccato certe corde. Replico quindi solo per elementare dovere di cronaca.
Tu persegui la versione originale ed io invece vado oltre, a considerare la storia e il complesso delle attività suscitate dall’opera a livello umano, con tre capisaldi fondamentali nel mio discorso, che sono il vero perno, e che devo ancora ripetere unicamente perché siano ben pesati da chi fa il cinema in DVD:

1) il valore “in sé” delle vecchie recitazioni vocali, testimonianze della nostra cultura che non possono andare perdute solo perché ora tecnologicamente rimovibili dal gestore del prodotto;

2) il fatto che le nuove moderne recitazioni sono una frattura concettuale, cronologica ed estetica rispetto all’opera.

3) il fatto che le vecchie edizioni classiche, per loro stesso meccanismo di allestimento, contengono “cementate” le tracce internazionali, col prioritario contenuto della MUSICA ORIGINALE, senza di cui c’è la netta mutilazione dell’opera.

Il compendio concettuale di Pasquale, con “Ombre Rosse”, è ammirevole, quando individua già nel titolo (italiano) un apporto esterno ispiratissimo al film (americano) di Ford, ricco di rimandi nel profondo, ben superiore all’asettico “The Stagecoach” (La Diligenza), ed enumera quindi i possibili scenari di devastazione producibili dall’odierna sete di guadagno.
L’autocelebrazione del tuo asserito inglese c’entra poco, e credo che poco interessi a tutti: sorvolo volentieri sulle tue estemporanee paternali e sui tuoi inviti a farmi una cultura in inglese, perché non mi conosci realmente e non puoi rendere il mio bagaglio oggetto e materia di tua personale valutazione.
La drasticità del tuo atteggiamento mi suscita delle perplessità, e mi chiedo, con una simile veduta dei valori, che fine avrebbero fatto, in mani come le tue, i documenti del tempo, della memoria, del costume, dell’arte, della storia, se non ci fossero state le persone serie, sensibili, dedite allo studio, alla valorizzazione, alla cura, alla conservazione, alla trasmissione ai posteri di ciò che ora noi conosciamo: basta una sola generazione di vandali, per perdere ogni cosa, produrre il “gap” della conoscenza.
Se non si porrà presto rimedio, già i ragazzi d’ora si chiederanno, da adulti, com’era C’ERA UNA VOLTA voluto dal regista.
Mi chiedo, inoltre, quale sia la tua attendibilità, se dici d’aver imparato il solo inglese e non anche, col bottoncino DVD e la grammatica alla mano (mi sembra strano, però), il Russo, lo Svedese, il Francese, il Tedesco, il Giapponese e così via, necessari per capire Eisenstein, Bergman, Carnè, Pabst, Kurosawa e così via.
Contraddici quindi te stesso in modo grave, se pensi d’aver risolto le edizioni mondiali con Toshiro Mifune sentito in inglese, e vieni poi ingannato in ogni film ove c’è un cast internazionale, con attori eterogenei che parlano in una sola lingua!

La realtà è che il cinema è sovrapposizione all’infinito, arte globale fusa con arti singole, parti globali fatte con parti singole.
E’ inutile scomodare Dante e fare similitudini improprie, raffronti inadeguati, tuonare sulla storpiatura delle traduzioni con la supponenza del filologo del mondo: le culture sopravvivono, stanno bene insieme e continuano a capirsi.
Il popolino è qualcosa di serio, perché è l’intera platea del pianeta, siamo tutti noi, senza retorica.
Ed è proprio per il popolino bisognoso di traduzioni che viene prodotta quell’attività umana che tanto sembri detestare, ma che invece, come puntualizza l’intervento di Pasquale, è scientificamente inquadrata nella sistemistica della comunicazione umana come “mediazione tra le culture”, senza di che saremmo isole a sé, senza contatti.
E significativo è il fatto che sempre più cinefili, ben acculturati in altre lingue, dichiarano d’amare e di volere inalterate le nostre edizioni d’epoca: una ragione ci dev’essere.
Ed infatti la spiegano: ma sempre inutilmente, per certe orecchie che non sentono!
Mi spiace d’averti forse discostato ancora di più dalla nostra causa, ma mi resta il conforto dell’idea che per uno, come te, che io posso aver allontanato, almeno due possano invece essersi avvicinati con più fiducia.
Con speranza di ripensamento e d’amicizia.
[ADD]
12 - E le altre lingue? 20.08.2003 09:45
Più che un intervento nella polemica, un contributo per smorzarla (se possibile...). Ad Edoardo come ad altri vorei ricordare che non esiste solo il cinema americano: quanto servono oggi e soprattutto quanto sarebbero serviti nell'Italia meno colta, meno ricca ma altrettanto curiosa del mondo di qualche anno fa, un dizionario e una grammatica per vedere Rashomon, i Sette Samurai, L'arpa birmana, i film di Bergman, i film indiani o iraniani? La traduzione e l'interpretazione, per quanto 'traditrici' hanno una funzione da sempre insostibuile nella comunicazione umana: quella di avvicinarci a culture altrimenti inaccessibili. Se volessimo leggere o ascoltare solo le lingue che conosciamo, il 95% delle culture umane ci sarebbe sconosciuto, e saremmo impermeabili alla maggior parte delle culture del passato (non pensate solo al latino e al greco, ma anche alle saghe nordiche, sanscrite, mesopotamiche...). Come gli antichi greci, forse considereremmo 'barbari' tutti quelli che non parlano la nostra lingua. La traduzione (l'ho scoperto per caso, facendo una ricerca su Internet) viene oggi definita nelle nostre università una tecnica di 'mediazione linguistica'. Una pratica attraverso la quale si perde qualcosa, come in tutte le mediazioni, ma in cui si guadagna anche molto, soprattutto in termini di conoscenza dell'altro.

Per quanto poi riguarda la questione sui doppiaggi d'epoca... A ciascuno la sua opinione, ma io resto del parere che, per ragioni storiche, culturali ed 'estetiche' un film debba conservare il suo doppiaggio d'epoca. Anche quando riusciremo ad avere l'audio Dolby 27.1 e dei software che ci permetteranno di trasformare 'Ombre rosse' (che titolo magnifico!) in un cinemascope a colori, con Marylin Monroe al posto di Claire Trevor (perché Marylin ci fa più tenerezza, perché fa notizia, perché attira più spettatori, perché così fa merchandising, perché si può inserire una scena di nudo, perché è un'icona del XX secolo, perché è un simbolo di donne marginalizzate e sfruttate come la protagonista... E via blaterando).
Buona visione e buon ascolto a tutti!
Pasquale.
[Pasquale]
13 - versione originale vs doppiaggio - doppiaggi 19.08.2003 16:39
Caro Edoardo,
io capisco che tu apprezzi maggiormente l'audio originale di un film: lo vedi nella sua versione originale, hai modo di apprezzare maggioramente le doti artistiche degli attori (o anche le loro ciofeche, eh eh) ma voglio ricordarti che si tratta di un fattore soggettivo. Io conosco piuttosto bene l'inglese, sono stato per cinque anni in inghilterra e ho avuto modo di conoscerlo e approfondirlo in un modo che non avrei mai potuto immaginare. Però sono e resto italiano. L'italiano è la mia lingua. Mentre crescevo ho visto e amato tanti film diversi, e ho imparato ad amarli nella loro versione italiana. CUVIA è uno di questi film. Ho avuto modo in seguito di vederlo in lingua originale una sera che l'hanno trasmesso quando ero in gran bretagna. Per quanto mi sia piaciuto scoprire le qualità recitative dei vari attori, ho avverito un senso di nostalgia per la versione italiana che vidi per la prima volta quando ero più giovane. Tu adori le versione originali ma devi capire che non tutti la pensano come te. Molte persone amano un film proprio per come è stato reso nel doppiaggio.

Un esempio: Platoon di Oliver Stoone. In versione originale il film non è riuscito a darmi le stesse emozioni della versione doppiata. E questo nonostante il fatto che io conosco bene l'inglese. Non ho quindi bisogno neanche dei sottotitoli. Non si può costringere la gente ad imparare l'inglese per gustarsi un film. Il DVD offre la possibilità di avere entrambe le cose: quindi non vedo perchè devi intervenire quando vedi persone che protestano giustamente perchè vogliono poter vedere un film nella versione che hanno imparato ad amare con il tempo. Nei DVD ci sarà sempre la traccia originale, quindi tu sei accontentato. Ma è giusto che anche i gusti della maggioranza delle persone siano rispettati.
CUVIA è famoso in italia proprio grazie al doppiaggio che lo stesso Sergio Leone volle dirigere. Aveva a cuore che il film fosse compreso dagli italiani allo stesso modo del pubblico americano. E così è stato. Ora questo ridoppiaggio stravolge tutto quello che lui aveva fatto per NOI. Io non considererò più la nuova versione di CUVIA come la versione ufficiale del film. Non è quella che ha voluto Sergio Leone. Forse comprerò il DVD per ascoltarmelo almeno in versione originale. Ma terrò sempre vicina al DVD la vecchia VHS che, per quanto non sia un Dolby multicanale, per quanto non abbia immagini digitalizzate, rimasterizzate, rincanalizzate, termodilatate o quale altra diavoleria tecnologica, sarà sempre il vero film che Sergio Leone ha voluto realizzare. Vorrei inoltre aggiungere che il doppiaggio è una vera e propria arte che in Italia esiste da più di 50 anni. Non possiamo permettere che venga intaccata dalle mode moderne che vogliono l'inglese come lingua universale che tutti devono sapere, altrimenti sei fuori dal mondo. Un italiano che non conosce l'inglese non è fuori dal mondo, è un italiano, nato in Italia e che parla, appunto, italiano. Il doppiaggio di un film è quindi un suo diritto. I sottotitoli sono una cosa infernale perchè distolgono l'attenzione dalle immagini del film e non possono tradurre gli stati d'animo, le emozioni, la tensione, cose che invece un buon doppiaggio può fare. Quello di CUVIA era un buon doppiaggio, e per quanto non all'altezza dei moderni impianti DTS, Dolby o che altro, meritava di essere incluso nella versione in DVD del film. Questo è quello che penso.
[Siddo]
14 - Ego e Rispetto 19.08.2003 14:34
Caro Edoardo,
francamente non capisco questa tua acredine e sindrome di superiorità verso quel 'popolino' che fruisce dei film doppiati.
Non sei l'unico a conoscere l'inglese... qualcuno poi di lingue ne conosce anche qualcuna in più e non le usa solo per vedere i film (nel mio caso, ad esempio, cinque fluenti e altre in learning). E' vero casomai che chiuso nella torre d'avorio dettata dalla tua suddetta presunta superiorità non ti soffermi neppure a meditare sugli interventi più che civili degli altri (leggi ADD): no, non sei serio, se lo fossi non ti permetteresti di dare del 'fascista' a chi esprime un opinione, seppure diversa dalla tua ed anzi a maggior ragione da ascoltare (poi la puoi condividere o meno...), non sei serio perchè pretendi di imporre un tuo stile insultando gli altri (popolino docet), non sei serio perchè pur vantandoti di aver scoperto l'apparecchio chiamato lettore di dvd e di aver fatto chissa quali sacrifici per ascoltare De Niro nel suo lessico natio, non hai imparato cosa significa dvd... Nessuno ti impedisce, ne ti impedirà mai di gustarti gli attori in originale, perchè devi quindi tu arrogarti il diritto di sancire che chi vorrebbe ascoltare dei dialoghi come li ha amati per decine d'anni è fascista e popolino?
Edoardo forse tu per primo dovresti imparare a rispettare le idee degli altri e credimi, hai ragione, non è mai troppo tardi per cominciare a comportarsi in modo civile :-)
Senza Rancore.
[Maurizio]
15 - Più che serio 19.08.2003 12:46
Caro ADD, io come quasi tutti gli italiani sono cresciuto ascoltando unicamente film doppiati. E' normale quindi che anche io abbia sempre identificato certi volti con certe voci.
La prima volta che ho sentito De Niro non doppiato da Amendola sono rimasto un pò spaesato, lo ammetto (dopo cinque minuti però me ne sono dimenticato).

Poi un giorno in casa è arrivato un nuovo aggeggio, chiamato lettore DVD e, sorpresa sorpresa, schiacciando un solo bottoncino potevo sentire lo stesso film in lingua originale.

Apriti cielo!! La differenza era talmente enorme che mi sono comprato un dizionario e una grammatica inglese, perchè sentire il vero Al Pacino e il vero De Niro vale il sacrificio di qualche difficoltà iniziale

Ciò che credo ti sfugga è che il doppiaggio è solamente uno stratagemma che permette al popolino di vedere certi film, altrimenti incomprensibili. Il doppiaggio, anche il migliore del mondo, storpia il film originale voluto dall'autore. Hai mai pensato alle versioni internazionali della Divina Commedia? Servono solo perchè i cinesi possano conoscere il contenuto dell'opera, ma non leggono Dante, bensì l'opera di un traduttore

Senza tornare sul contenuto del tuo precedente post, ti suggerisco di fare come me: studia l'inglese. Con un pò di buona volontà e un minimo di applicazione imparerai questo idioma incomprensibile e ti accorgerai che basta poco per superare l'ascolto meccanico. Vedrai poi che se ami un'opera è meglio ascoltare le parole scelte dal regista, dallo sceneggiatore o dall'attore, anzichè quelle scovate da un direttore del doppiaggio per far combaciare il labbiale

Non è mai troppo tardi per imparare. Senza rancore, Edoardo.
[Edoardo]
16 - Dibattiamo seriamente. 15.08.2003 20:08
Carissimo EDOARDO, stiamo cercando di fare discorsi seri e costruttivi, e credo sia evidente l’impossibilità di dibattere spargendo solo acredine e sarcasmo.
Credo di aver voluto chiarire dei concetti importanti, per fini positivi. Mi sembra invece di capire che persegui solo la vandalica cancellazione dello scibile sonoro del Paese in cui vivi, per avere nell’originale anche le nenie arabe, indipendentemente dalla portata dei documenti che vorresti elidere. I quali, se non da ritenere “arte pura”, come fa osservare l’esatto Vittorio, sono sempre i prodotti di una rigorosa “disciplina artistica”, o “arte applicata” che dir si voglia: preziosi documenti del tempo, in via di trasformazione verso qualcos’altro, come la storia già ci suggerisce.

Voglio tentare tuttavia di replicare brevemente a certi punti, e dico che è del tutto improprio raffrontare, ai fini traduttivi, i dialoghi con le semplici canzoni, le quali sono parti verbali in musica, micro-opere chiuse in sé, fatte di note, parole, ritornelli, ripetizioni che si consumano con modalità, ritmi, tempi, cadenze riconducenti nella musica, che è un linguaggio universale non bisognoso di traduzione (“My Fair Lady” per me è stato un errore). I circonvoluti e complessi dialoghi cinematografici agiscono invece secondo altre dinamiche e semiotiche. Del resto, anch’io da ragazzo ho ascoltato volentieri i Beatles nella immediata musicalità del loro canto, ma nient’altro.
Non ho mai tuonato, poi, contro le preziose edizioni originali, tanto da giustificare quel tuo pesante “censura fascista”: volevo solo rappresentare, parallelamente, la valenza funzionale del doppiaggio come sistema irrinunciabile della comunicazione, stante quelle cose dette.
Riguardo il dato estetico del linguaggio, e la tua colta citazione del Tony Soprano assassino (ma chi è?), è evidente che non vorrei sentire taluni raccapricci cinicamente trasferiti da quello odierno, a ritroso, sul vecchio cinema!
Più ancora, ho richiamato la necessità di preservare i nostri vecchi documenti di doppiaggio, ANCHE PERCHE’ sono gli unici a inglobare la fondamentale COLONNA INTERNAZIONALE, fornita all’epoca dalle Case giusto per allestire il parlato locale: è stato possibile restaurare il VERTIGO di Hitchcock proprio grazie al miracoloso ritrovamento di una di queste piste.
Nella prospettiva del ridoppiaggio, quindi, le edizioni del passato garantiscono un dato incontrovertibile di verità e di fedeltà verso l’originale - la COLONNA INTERNAZIONALE - che nessun “nuovo sonoro” potrà mai garantire, e che contiene gli “altri e nuovi messaggi” messi sull’opera, a film assemblato ma non ancora finito, dal compositore (uno dei co-autori, come puntualmente ci ricorda Vittorio). Ed essendo io anche un cultore della musica del cinema, posso dire, con sufficienti margini di certezza critica, che la perdita della “colonna internazionale”, coi referenti mnemonici, emotivi e funzionali posti nella musica, è un evento veramente fatale in una pellicola (per citare, i due classici IL BACIO DELLA PANTERA e IL MISTERO DEL FALCO hanno un sonoro a casaccio). Questo risponde anche alla questione “Italiano mono, italiano dolby”, che significa “vecchio e nuovo doppiaggio”.
Esatto, infine, dire che il restauro è cosa da scordare, perché troppo onerosa, per pochi cinefili: mi dispiace solo che tu appaia esserne compiaciuto.
Un’ultima riflessione: lo svuotamento della nostra memoria, con certe operazioni che si sono rivelate apertamente inutili e sospette, assume strane ridondanze, e su C’ERA UNA VOLTA IN AMERICA è stato perduto (spero solo provvisoriamente) non solo l’Amendola, ma anche il Sergio Fantoni e l’Aldo Giuffrè, che erano artisti vocali superiori, da conservare doverosamente nel doppiaggio come documento, perché i due, come si sa, non parlano più, sono rimasti senza le corde vocali (Fantoni lo possiamo risentire sul Rock Hudson de IL GIGANTE).
[ADD]
17 - Grande ADD, sono una precisazione... 14.08.2003 16:33
Occupandomi della materia, solo una precisazione sul diritto d'autore che è, dal punto di vista normativo, estremamente complesso. Infatti i diritti spettano al produttore, al distributore, al soggettista, al compositore della colonna sonora e naturalmente al regista. Di solito la titolarità 'complessiva' dell'opera è riconducibile a quest'ultimo soggetto.

A mio parere il doppiaggio in paesi esteri rispetto alla lingua d'origine non entra nell'opera d'arte in sé, ma nella possibilità di essere fruita da un pubblico più vasto. Il doppiaggio in questo caso è un 'meccanismo' successivo e dalla marcata impronta commerciale.

Diversamente, ritengo che i doppiaggi voluti dall'autore (in senso lato, ossia dal regista) integrino la struttura stessa dell'opera ab origine. Questo sarebbe il caso di autori italiani come Sergio Leone che ha scelto i doppiatori funzionalmente al taglio, all'atmosfera che voleva imprimere al film, e di altri casi nei quali, come Kubrick, il regista assegnava personalmente le voci del doppiaggio.

Pertanto ritengo ragionevole dedurre che la Warner USA non aveva il diritto, rectius, la titolarità di ridoppiare il film senza il consenso degli eredi.

D'altronde nessuno si sognerebbe di ridoppiare Totò!

Ciao e grazie per il tuo splendido intervento.
[Vittorio l M]
18 - Non c'è che dire... ADD 12.08.2003 16:15
bravo. Sei nel vero. E sottoscrivo ogni parola.
[pichon]
19 - doppiamo tutto allora 12.08.2003 15:09
Caro ADD, leggendo i tuoi quattro punti sono d'accordo con te; perchè non ridoppiamo anche i brani musicali? Come si faceva negli anni sessanta, dove 'She loves you' diventava 'Lei ti ama'. Il concetto è difatti uguale:

1) il sonoro è la commistione di TRE distinti elementi creativi, VOCI, MUSICHE ed EFFETTI, da sentire e capire contemporaneamente
2) le VOCI originali, per diversità linguistica, sono SEMPRE incomprensibili e il loro mero ascolto meccanico non porta alcuna acquisizione del contenuto, né suscita le corrette emozioni;
3) i sottotitoli sono quanto di peggio immaginabile, perché negano l’interazione simultanea vista-udito (suono ed immagine vanno a due diverse parti della mente, ma devono essere contemporanei);
4) un corretto doppiaggio (traduzione, adattamento, voce-volto, sincrono, recitazione, etc.) garantisce il perfetto funzionamento di questo fondamentale meccanismo, perché, mentre mantiene inalterati la MUSICA e gli EFFETTI originali (colonna internazionale), media con altre corde vocali quella sola “parte-voce” che deve formare gli immediati contenuti fonici.

Prepariamoci allora a sentire Mino Reitano cantare 'Come una pietra rotolante'.

Poi mi fa piacere vedere la tua censura fascista, nel senso che te ne freghi dell'opera originale e preferisci censurare la sceneggiatura. Ce lo vedi Tony Soprano, sul punto di assassinare qualcuno, dirgli 'pofferbacco, sei un villano'?

Quindi MODIFICARE ed ALTERARE dall'inglese all'italiano ti sta bene, ma dall'italiano in mono all'italiano in dolby invece no. Coerenza?

Tornando invece al discorso del restauro nei vari articoli ti spiegano che è una cosa difficile e molto onerosa e siccome in Italia di DVD se ne vendono ancora pochi, dubito che vengano investite grosse somme per pochi cinefili.
[Edoardo]
20 - Sui doppiaggi... e le traduzioni. 11.08.2003 12:51
Ho letto la news su ALIEN QUADRILOGY: aspettavo con ansia questa edizione di Alien, che mi spiace per chi ha già comprato l'altra edizione ma si capiva che non poteva essere a quella definitiva...!

Sul doppiaggio ho cambiato idea, pensate un po' alle opere letterarie: shakespeare, melville, conrad, hemingway, le opere greche e latine... Siamo d'accordo che sono comparabili alle opere cinematografiche?!? in tutti e due i casi si tratta di scritti nati dal genio e dalla fantasia di autori non italiani che vengono tradotti (e quindi doppiati nel caso del cinema) per varie esigenze, prima fra tutte la possibilità di far fruire agli italiani questi testi.

Dove voglio andare a parare? Sapete quante traduzione dell'amleto di shakespeare sono state fatte? e del de bello gallico di giulio cesare? Devo dire in sincerita che non ho mai visto crociate per le nuove edizioni che via via soppiantavano quelle vecchie... Ne mi è mai capitato di vedere raccolte in un unico volume 2/3 traduzioni diverse della stessa opera, mentre una cosa c'è sempre (nel caso di edizioni ben fatte e di opere di un certo livello) il testo originale a fronte...

quindi per le opere cinematografiche, ogni edizione può avere una versione del doppiaggio (meglio se sono due o più) con la versione originale (che fortunatamente c'è sempre). poi noi possiamo essere affezionati a un doppiatore piùttosto che un altro, o volere il mono invece del 5.1, o altro ancora, ma il livello di parole vuote scaricate anche un po' a sproposito sull'argomento mi sembra francamente esagerato...

Se un domani vedremo romeo + giulietta di william shakespeare (il film di baz lurmhann) ridoppiato dovremo sconvolgerci? ma la traduzione del testo del bardo è solo una tra le tante scelte dal direttore del doppiaggio, e i doppiatori altro non sono che una scelta di mettere in scena la tragedia di verona (come fra l'altro è il teatro, ogni messa in scena è diversa, ma tutte partono dallo stesso testo.
Poi capisco che uno voglia la possibilità di avere l'edizione del 1982 di E.T. (come la voglio io), o quella di c'era una volta in america o altro, ma scagliarsi così contro le nuove versioni mi sembra francamente ridicolo: l'unica e vera edizione originale è quella in lingua inglese! tutte le verioni italiane sono delle interpretazioni, traduzioni, versioni. Un domani tutti potrebbero ritenere migliore sono molti punti di vista la versione del 2002 di e.t. e non quella del 1982.
Trovare oggi la traduzione di Ugo Foscolo dell'Odissea di Omero è alquanto difficile, se non si va in qualche biblioteca che abbia edizioni del 1800.

In conclusione capisco le ragioni affettive (le ho anch'io) ma vediamo di essere ragionevoli sull'argomento: avremmo preferito edizioni di basso livello qualitativo? io non aquisterei la traduzione delle catilinarie di cicerone, con parole illegibili o sfocate o tradotte male solo perchè le ha tradotte la garbarino. (a meno che non mi servisse per qualche tesi, o studio particolare).
Una nuova versione di un film è come una nuova messa in scena teatrale: vedere Grease con e senza Lorella cuccarini mi è costato 50€ alla volta, acquistare la nuova traduzione dei versi dell'antologia di Spoon River circa 35€ - io personalmente romeo e giulietta di shakespeare (sempre il film) l'avevo acquistato in vhs, in dvd appena uscio la prima versione, e poi di nuovo in dvd con la nuova special edition, mentre di die hard 3 non ho acquistato nessuna copia in nessun formato: è questione di interesse, se la cosa mi piace, la acquisto nelle diverse versioni (se poi esce una raccolta ben meglio... costerà di più però, a voi la scelta)
scusate della prolissità e dello sfogo.
[baz]
21 - Vecchi doppiaggi: Attenti ai falsi profeti! 10.08.2003 23:53
Sarò un po’ prolisso, e spero, per come concludo, che non vi sia una censura preventiva su questo sito. Avendo lottato strenuamente, fin dagli Anni Settanta, in difesa dei doppiaggi d’epoca falcidiati dalla RAI (un massacro a tappeto dei Bogart, dei Cooper, dei Flynn, di interi magazzini della Goldwyn, RKO, Universal, etc.), mi sento di dover prendere la parola in questo importante forum, per riferire una testimonianza ed un ricordo significativo.

La deprecabile decisione di ridoppiare “C’ERA UNA VOLTA IN AMERICA” sembra riflettersi sul buon Ferruccio Amendola nella forma di un vero e proprio contrappasso dantesco: tra i film ridoppiati dalla RAI trent’anni fa, vi era stato un Wyler da Oscar, “I MIGLIORI ANNI DELLA NOSTRA VITA”, nel quale proprio il nostro Ferruccio era stato chiamato a ridoppiare e sostituire la vecchia voce del protagonista Homer (l’attore Harold Russell, di recente scomparso). Per questo ridoppiaggio, odiavo atrocemente Amendola e la sua voce “impastata”. E così, anni dopo, quando mi capitò di incontrarlo in una occasione a Fabriano, giusto poco prima che doppiasse De Niro in “C’ERA UNA VOLTA”, me lo tirai in disparte e gli rappresentai il mio dissenso sui ridoppiaggi, la necessità di conservare intatte le edizioni d’epoca, depositarie di valori insostituibili.
Il buon Ferruccio mi ascoltò interessatissimo, contento di “stare nel suo”, di poter dibattere con un cultore del suo settore, e trasalì con sorpresa, quando gli espressi un profetico “Siete proprio voi doppiatori i primi a dover difendere i vecchi doppiaggi, in quanto, con la vostra voce, producete ora documenti sonori che entreranno poi nella storia, per i quali sarete ascoltati dalle future generazioni!”. Replicò con un “Hai proprio ragione! Nella routine del lavoro, non ci avevo mai pensato!”. Ci demmo quindi a dibattere sui grandi nomi del doppiaggio classico, ai quali si era affiancato come “voce giovane”, ed in particolare ricordava il superbo Carlo Romano con un “Era un mostro: doppiava in sincrono, girando le spalle al microfono!”.
Ci lasciammo da buoni amici, con l’intesa di rivederci a Roma negli studi.
Riferisco questo, per lasciar capire in quanti infiniti modi possa aver colpito la vicenda del ridoppiaggio di C’ERA UNA VOLTA IN AMERICA, che ora toglie al povero Ferruccio quel giusto spazio di memoria prospettatogli a Fabriano.

Devo altresì evidenziare l’enorme valore dell’opinione, passata un po’ in sordina, dell’addetta ai lavori Fabrizia Castagnoli, che, pur avendo curato questo ridoppiaggio, ne disconosce a chiare lettere la necessità, l’opportunità, la legittimità morale ed artistica, affermando la sacralità delle vecchie edizioni con quel “I vecchi doppiaggi non si toccano”!

Volendo qui esprimere la mia modesta opinione su quanto trascorso nel sito, devo innanzitutto ribadire, a chi rifiuta di vedere il doppiaggio come parte integrante del cinema, che un film si può ascoltare senza vedere, ma non lo si può vedere senza sentire: una indecifrabile “edizione originale”, in una lingua sconosciuta, senza il doppiaggio, equivale in effetti ad un film muto, perché non consente la comprensione dell’opera, al di là del puro ascolto meccanico delle voci. Il doppiaggio è dunque necessario, e il doppiaggio classico è talmente radicato nell’immaginario collettivo da non poter essere ritenuto sostituibile o modificabile: ci ha dato, fin dagli albori del sonoro (anni Trenta), una mole sterminata e pregevole di documenti, fatti di particolari timbriche, recitazioni d’alta estetica vocale, modi di dire, frasi tipiche e così via (ricordate Pino Locchi su Sean Connery: “Il mio nome è Bond, James Bond”?).

Sotto l’aspetto della comprensione, va detto che, tra una edizione originale ed una doppiata, quest’ultima ha un valore funzionale nettamente superiore, se si tiene conto che:
1) il sonoro è la commistione di TRE distinti elementi creativi, VOCI, MUSICHE ed EFFETTI, da sentire e capire contemporaneamente
2) le VOCI originali, per diversità linguistica, sono SEMPRE incomprensibili e il loro mero ascolto meccanico non porta alcuna acquisizione del contenuto, né suscita le corrette emozioni;
3) i sottotitoli sono quanto di peggio immaginabile, perché negano l’interazione simultanea vista-udito (suono ed immagine vanno a due diverse parti della mente, ma devono essere contemporanei);
4) un corretto doppiaggio (traduzione, adattamento, voce-volto, sincrono, recitazione, etc.) garantisce il perfetto funzionamento di questo fondamentale meccanismo, perché, mentre mantiene inalterati la MUSICA e gli EFFETTI originali (colonna internazionale), media con altre corde vocali quella sola “parte-voce” che deve formare gli immediati contenuti fonici.
Tanto detto, dunque, va anche notato che la conoscenza del cinema mondiale, con la nostra vecchia gloriosa scuola di doppiaggio, ci è pervenuta così precisa, naturale e fluida da far riconoscere anche oltr’alpe la superiorità mondiale dei nostri adattamenti; sottintendendo così anche un nostro modo superiore di “fare cinema”, di offrirlo in modo immediatamente comprensibile alle larghe masse, al di là di ogni lamentata discrasia (squilibrio, stato di caos) conoscitiva avanzata dai “puristi” e dai “filologi”. Ricordiamo, in fondo, che la storia del cinema mondiale è stata fatta anche dei momenti italiani di quelle opere, e che la nostra “art-work”, i nostri materiali, cartelloni, posters, locandine, sonori, etc., fanno parte degli archivi custoditi dalle Case. Tutto questo, per rappresentare la legittimità del doppiaggio in sé, come “branca” riconosciuta e “storicizzata”.

Per quanto, invece, attiene ai ridoppiaggi dei DVD e, peggio, ai sinistri proponimenti espressi da taluni “addetti ai lavori”, vanno precisate alcune cose. Gli “addetti ai lavori” dei DVD sono semplici detentori di diritto di replicazione tecnica, e dovrebbero copiare, solo copiare, il cinema sui dischetti: non hanno alcun titolo per intervenire nel merito profondo delle opere, dissacrare i contenuti interni, MODIFICARE ed ALTERARE il documento nelle parti che costituiscono storia, cronaca, cultura, arte, estetica, memoria e quant’altro suscita sensazioni o evoca ricordi. Talune motivazioni avanzate, come i pretesi “adattamenti alle nuove tecnologie e ai 5.1”, le “attualizzazioni del linguaggio” e così via, appaiono ragionamenti deliranti e del tutto fuori dal mondo, perché propongono modifiche distruttive in nome di semplici mode del momento! In questo modo, il mezzo DVD sarebbe da vedere non più come un progresso della comunicazione bensì, con la rimozione dei sonori, come il più formidabile attacco distruttivo alla memoria del nostro cinema! E se inquietanti sono stati i ridoppiaggi già effettuati, addirittura angoscianti appaiono certe affermazioni, secondo cui il futuro vedrebbe sempre più vecchi films ridoppiati, per essere “adattati”… agli standard tecnici del DVD!

Anche qui va fatta chiarezza: A PARTE l’impossibilità di ricreare l’incanto dei vecchi dialoghi con le antistoriche voci odierne, cinicamente avvezze al turpiloquio e troppe volte abbinate ai “vaffanculo”, “merda”, “stronza” e così via (mi scuso), per apparire attendibili nei vecchi romanticismi, VA TENUTO PRESENTE che i film classici in realtà NON SONO AFFATTO RIDOPPIABILI, perché non ci sono le antiche colonne internazionali, meno che mai in Dolby; e senza queste, non sono ipotizzabili altro che dei simulacri sonori senz’anima, come Frankenstein, fatti di pezzi casuali, mai intesi per funzionare insieme!
Ecco dunque la necessità di DIMENTICARE il Dolby, per il vecchio cinema e RESTAURARE semplicemente il sonoro d’epoca, per farlo suonare come in origine, con pregi e difetti, senza falsificazioni o conversioni di tracce mono in impossibili Dolby, che sovvertono le leggi della fonologia e guastano fasi, livelli, direzioni, riverberi ed ogni altro parametro.

Concludo con una nota di ottimismo: dissento dall’opinione dei “fatalisti”, che si rassegnano alle attuali perdite, perché il cinema dovrà comunque tutto scomparire, per decadimento dei materiali: il cinema può restare anche senza le emulsioni fotografiche, in quanto riposto in documenti trascrivibili: potrà esistere come esiste uno spartito musicale, che non è l’opera in sé ma rappresenta l’opera nella sua riproducibilità.
Intanto dico, per l’immediato, STIAMO ATTENTI AI FALSI PROFETI, perché si vanno descrivendo false ragioni per perseguire insani scopi: il ridoppiaggio è un male di proporzioni inimmaginabili, che può produrre danni nel profondo ed annichilire un’intera cultura e un’intera letteratura di cinema, scritte da generazioni di nomi illustri e basate sui documenti che ora si vorrebbero distruggere ed escludere dal panorama della conoscenza! Occorre che ci siano INTERVENTI ISTITUZIONALI, per la tutela delle opere di cinema, e spero che qualcuno “che conta” ci stia seguendo, perché il cinismo, l’insensibilità di certe parti è incombattibile con gli onesti mezzi della morale, della cultura, della persuasione.
[ADD]
22 - Abbasso il mercato! 04.08.2003 16:26
Fa male capire che certe scelte artistiche siano lasciate in totale balia di questioni economiche e di mercato... Capolavori come 'C'era una volta in America' non possono essere stravolti per non dire stuprati da tali amputazioni che ledono irreparabilmente l'intera opera artistica! Sarebbe come colorare un capolavoro straordinario come il quadro di Picasso 'Guernica'... forse il pubblico giovane lo apprezzerebbe ma non sarebbe più la stessa cosa e soprattutto non sarebbe rispettato il genio dell'artista. Ribelliamoci a tutto questo sperando che il nostro dissenso possa in qualche modo servire.
[Federico]
23 - Forse è una questione di età... 04.08.2003 15:26
Credo di capire il tuo punto di vista Eduardo. Forse il mio è legato all'età. Ho 44 anni e guardo film in VO da circa una ventina (da dieci almeno esclusivamente in VO, perché vivo all'estero). Ma certi classici che oggi vedo in versione originale collector restaurata / reintegrata con lavatura e stiratura (tanto per parafrasare Totò) ho iniziato a conoscerli e ad amarli nella loro versione doppiata in televisione e spesso perfino al cinema di quartiere (ahi, comincio a dirmi che 44 anni sono quasi mezzo secolo). Perfino Casablanca ho visto al cinema, di domenica mattina, a 50 lire... E conosco a memoria certe battute de 'L'appartamento' sia in italiano che in originale. Ma è forse in italiano che mi divertono di più. Quello che ha di magico e unico il digitale - per me insisto - è che mi permette di avere la versione originale e quasi perfetta sempre sognata dal cinefilo, insieme al suono italiano d'epoca che è stato da sempre 'il colore italiano' di questo film. E ti giuro che non si tratta di nostalgia. Penso davvero che il lavoro artigianale dei doppiatori dell'epoca, spesso imperfetto, abbia un suo valore storico / documentario, se non estetico. A maggior ragione quello di CUVIA, voluto dal regista come parte integrante della sua creazione, per la sua fruizione da parte del pubblico italiano.
Per quanto riguarda il doppiaggio o l'adattamento... a rigore è sempre un tradimento (te lo dice uno che per mestiere fa proprio questo). O lo accetti o ascolti solo la VO (attenzione: con tutti i limiti che anche questo comporta per qualcuno che non sia madrelingua). A me piace godermi i film in entrambi i modi, pur così diversi: e mi entusiasmano i DVD che mi permettono questo strano, duplice viaggio nel tempo e nella storia del cinema.

P.S. I denti di Clark Gable, il passato da cowboy di Gary Cooper, il glamour dei costumi hollywoyani, la Casablanca 'da studio' della Warner, i dialoghi di Rick (adattati dall'originale oepra teatrale), erano 'impostati' (o fasulli) come la voce italiana di zio Humphrey... Ma in entrambi i casi ciò non ci ha impedito o non ci impedisce di amarli...
In ogni caso, a ciascuno i suoi gusti ed opinioni. Rispettabilissimi.
[Pasquale]
24 - dvd vecchi 04.08.2003 11:46
Boh, sai cos'è Pasquale? E' che lo zio Humphrey è come un bellissimo castello di carte, se ne togli una cade tutto. E' un personaggio unico, non lo puoi modificare senza commettere un plagio. Resta anche il fatto che trovo curioso che un personaggio di dubbia fama e mestiere ambiguo come Rick Blaine parli un italiano così impostato...
[Edoardo]
25 - Non è solo un problema di qualità... 03.08.2003 23:43
Mi scuso: anch’io avrei dovuto concludere il messaggio con un IHMO. Quello che cerco nei doppiaggi d’epoca non è necessariamente la massima qualità (ammesso che esista, visti i limiti oggettivi del doppiaggio), ma una specie di documento storico della vita italiana di quel film. In alcuni casi, come per il doppiaggio di Accadde una notte, il risultato è talmente datato e filologicamente inaccettabile che il ridoppiaggio sarebbe più che giustificato. Ma per molti altri film, come Casablanca (ma sei sicuro che l’effetto doppiatore sul divano non sia dovuto alla pratica della VO? È quello che ormai succede a me se non faccio un piccolo sforzo di adattamento all’inizio di QUALSIASI film doppiato), non posso immaginare di sostituire il suono sporco d’epoca, alcune 'voci storiche', la varietà di timbri dei doppiatori di allora e perfino certe ingenuità di adattamento, con il doppiaggio limpidissimo, un po’ algido e uniforme (IMHO!!!!) di molti doppiaggi di oggi. Il supporto digitale offre per la prima volta la possibilità di godersi il film con un approccio estetico/filologico (versioni restaurate e/o integrali, voci e dialoghi originali) ma anche nel rispetto dell’identità storica di quel film in Italia, con l’inserimento della colonna sonora con cui l’opera è stata presentata, vista, compresa ed amata (anche con qualche svista!) nel nostro paese per generazioni, compresa la mia. Io vorrei che queste potenzialità venissero sfruttate tutte. Sempre IMHO.
[Pasquale]
26 - Doppiaggi e ridoppiaggi... 02.08.2003 01:23
La questione dei ridoppiagi mi sembra abbastanza
complessa, come quella dei doppiaggi stessi, tuttavia.
Partiamo dalla questione doppiaggio: un film / telefilm
doppiato presenta un sicuro vantaggio per il pubblico,
ossia la sua fruibilità, ma comporta anche una serie di
svantaggi:
1- si perde la voce originale (e, quindi, metà
dell'espressione artistica degli attori);
2- si deve per forza di cose adattarlo alla diversa
predisposizione culturale del paese straniero (fintanto che
si tratti di opere europee o americane il problema è
minimo, ma pensate al cinema orientale, ad esempio);
3- si perdono alcune caratteristiche peculiari legate agli
accenti e alle pronuncie regionali, spesso fortemente
caratterizzanti l'opera stessa, e che nella versione doppiata
vengono rese o con accenti locali (scelta orrenda, perché lo
spettatore non accetta un, per riprendere una recente
polemica, cinese che parli napoletano o romanesco, è
troppo tipico di una zona geografica ben precisa e
riconoscibile da parte del pubblico italiano), o con una più
classica pronuncia 'standard' priva di intonazioni specifiche
(la cosiddetta voce teatrale o da doppiatore, varietà
talmente lontana da quelle naturali da rendersi perfetta
come voce generale di attori stranieri). Per completare
questo punto voglio portare due soli esempi a riguardo:
Tom Hanks e gli altri attori de Il Miglio Verde hanno dovuto
modificare la propria pronuncia per essere realistici alle
orecchie degli anglofoni e risultare credibili nei panni di
americani del Sud, cosa che il doppiaggio italiano,
inevitabilmente, ha fatto perdere; stessa cosa per quanto
riguarda Sweet Home Alabama, costruito per buona parte
sul contrasto accento del Nord/accento del Sud.
Problema antico che non sembra avere soluzione.

Per quanto riguarda la questione dei ridoppiaggi,
bisognerebbe distinguere da un doppiaggio 'ordinario' e da
uno voluto particolarmente dal regista del film: nel primo
caso, il solo danno che si compirebbe nel ripetere
l'operazione sarebbe di puro e squisito gusto filologico
(quantomeno spiazzanti i film in bianco e nero con voci
così limpide e pulite); nel secondo caso, si andrebbe a
stravolgere una parte dell'opera del regista, che così come
ha realizzato il resto del film ha anche personalmente
scelto le voci dei doppiatori (e mi sembra questo il caso di
C'era una volta in America).

Come vedete, ho volutamente trascurato il fattore emozioni
personali legate alle 'prime' voci, perchè ribadisco (a
conclusione di questo mio lungo sfogo!!!) che il problema
riguardi solo e soltanto l'eventuale sconvolgimento delle
scelte originarie del realizzatore dell'opera, poiché
altrimenti sarebbe solo una questione di sfasamento
cronologico fra realizzazione del film e nuovo doppiaggio
(e questo poi è un altro discorso).
Grazie.
[Carlito]
27 - Anch'io non ci sto. 01.08.2003 23:54
Mi associo a quanti avrebbero voluto che nel dvd di 'c'era una volta in America' fosse stato inserito anche il vecchio doppiaggio mono. Penso che ai cinefili - per quanto riguarda i vecchi film - importi di più ritrovare le versioni originali che non una particolare qualità tecnologica. Io, per fortuna, non avevo ancora comperato il dvd, nè lo farò. Riverserò la mia registrazione VHS su DVD, e pazienza se non sarà perfetta e se dovrò vedermelo a pezzi!
[gretagarbo]
28 - Casablanca? 01.08.2003 15:07
Pasquale, io come te compro molti dvd di vecchi titoli, ma il doppiaggio di Casablanca, scusami, è una ciofeca; sembra veramente di avere davanti un attore che muove solo le labbra e il doppiatore sul divano di fianco a te. Non ricordo molti titoli di una certa età con un doppiaggio apprezzabile. Tutto rigorosamente IMHO.
[Edoardo]
29 - Quanto è esteso il problema? 01.08.2003 10:55
Sono soprattutto un appassionato di vecchi film e ritrovare il doppiaggio di origine sul DVD di 'Rio Bravo' o di 'Casablanca' è secondo me altrettanto importante che usufruire di un'immagine restaurata o della colonna sonora originale. La notizia di ridoppiaggi come quello di 'C'era una volta...' o di 'ET' non può che deludermi profondamente. Si tratta secondo me di una pratica che la dice lunga sulla poca considerazione in cui le Major tengono il mercato italiano: doppiaggi sempre più televisivi, titoli lasciati in inglese suppongo per risparmiare sulle spese di marketing... Colpa di un pubblico sazio e inebetito dalle televisioni che trasmettono film e serie a getto continuo e senza alcuna discriminazione, un pubblico che spesso pensa che una copia pirata o un originale di cattiva qualità sia più che sufficiente per godersi un film...
L'esatto equivalente del fast food e della frutta e verdura normalizzata a forza di antibiotici ed ormoni. Da quanti anni una TV (di stato o privata) non trasmette una serie monografica di film, con piccola presentazione critica, come avveniva anni fa. Ricordo serie sulla RKO, su Fritz Lang, su Billy Wilder, sulla fantascienza di serie, sul cinema 'noir'... Non c'è da meravigliarsi se le major e i loro manager ridoppino senza ritegno. Come condire gli spaghetti col ketchup: costa meno e si produce più in fretta della salsa di pomodoro, ha un colore più al passo con i tempi, non contiene olio che potrebbe disturbare chi ha deciso di fare una dieta... Ed ora scopro, nell'intervista, che hanno ridoppiato anche 'La febbre del sabato sera'! Ma quanto è esteso il problema? Quanti film sono e saranno ridoppiati? Con quale voce parlerà Indiana Jones nel cofanetto in uscia a settembre? Qualcuno ha informazioni complete?
[Pasquale Russo]
30 - Tutto si può fare! 01.08.2003 09:40
Si certo tutto quello che volete, ma nel DVD di 'La febbre del sabato sera' oltre al nuovo doppiaggio (una ciofeca anche se è stato curato da Claudio Sorrentino), è presente anche la traccia audio mono originale. Perchè in questo dvd c'è e in 'C'era una volta...' no?!!! Rovinata o meno la si poteva includere. Qui sta il dilemma.
[Arm]
31 - Grande Fabrizia! 31.07.2003 19:23
Mi sembrano delle cose molto sensate quelle dette da Fabrizia Castagnoli... sinceramente ora non ricordo tutti i film diretti nel doppiaggio da lei, ricordo però benissimo che Fabrizia è stata la voce italiana di Suzanne Somers in 'Una Bionda per Papà' (Step by Step nella versione americana) ed ha fatto davvero un ottimo doppiaggio anche per una sit-com televisiva.
[Teo]

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