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posted: 09.07.2013 @ 15:49

Uno Stallone (non) da Formula 1

Nell'ottimo Blu-Ray di Driven!


TheNextOne reporting...

 La leggenda narra che doveva essere un film sulla Formula 1... addirittura incentrato su Ayrton Senna.

 Però nella massima serie automobilistica nessuno si è filato il regista Renny Harlin, e tanto meno l'interprete Sylvester Stallone.

 Così i due hanno ripiegato sulla ben più accessibile (e abbastanza ignorata) formula CART americana. E ovviamente hanno abbandonato l'idea di un biopic sul campione brasiliano, in favore di una storiellina di podi e amori contesi.

 Risultato? Driven, un racing movie che ben rappresenta la fase discendente del mito stalloniano, e che ha poco da spartire col romanticismo, l'epica o lo sperimentalismo di titoli genuini come Gran Prix o Le 24 ore di Le Mans.

Uno Stallone (non) da Formula 1


 In Driven, infatti, abbondano situazioni e personaggi ridicoli, a cominciare proprio da un Sylvester Stallone di cui non si capisce il ruolo: in parte motivatore di un giovane pilota in crisi, in parte ex - campione che (quasi quasi) vorrebbe tornare alla vittoria.

 A ben vedere, non si capisce nemmeno se Stallone sia o no il protagonista: in principio doveva esserlo, ma al montaggio Harlin ha preferito rendere il suo ruolo più marginale... al contempo riducendo il film da un mappazzone di quasi quattro ore (!) a un innocuo giretto in go kart di 112 minuti ;).

 E se Stallone non è protagonista in Driven, chi lo è? In teoria il suddetto pilota in crisi, tale Jimmy Bly (Kip Pardue), pressato dal fratello manager e dal super rivale Schumacher-forme Beau Brandenburg (Til Schweiger) col quale, oltre ai trofei, si contende pure la fidanzata interpretata da Estella Warren.



 Ma in realtà il protagonista di Driven è... nessuno: troppi i personaggi e troppo abbozzati, troppe le inesattezze, le situazioni banali e gli intrighi sentimentali buoni per un videoclip.

 E in definitiva, troppe le esitazioni di un film automoblistico che, fino all'ultima sequenza, non sa che... strada percorrere ;)

 Almeno ci sono le corse, molte e spettacolari: però anche irreali, e con qualche intrusione davvero tremenda della computer grafica.

 Su tutte, basti citare quella in mezzo al traffico cittadino (!!) che in un sol colpo infrange ogni legge tecnica e di plausibilità della Formula 1 (intesa come tipologia di auto), oltre all'intero codice stradale.

 Fra l'altro i protagonisti della corsa, cioè Stallone e Pardue (che si inseguono sulle monoposto per i soliti motivi testosteronico - sentimentali), se la cavano con una ramanzina della polizia!

 Davvero incredibile, soprattutto se si pensa che il duo Harlin - Stallone aveva dato vita, solo qualche anno prima, all'ottimo Cliffhanger: chissà, forse la coppia era adatta a, ehm, territori verticali tipo quelli delle Dolomiti (spacciate per Montagne rocciose), ma non a quelli orizzontali delle piste da corsa ;)



 Vabbè, magari ci penserà l'edizione Blu-Ray Warner a farci dimenticare i lievissimi problemi di Driven: si perchè, come per altri film trash di Stallone in HD (vedi Lo Specialista), ha un video eccezionale, e frutto di una scansione di sicuro molto recente.

 Per accorgersene basta dare un'occhiata alla recensione di Blu-Ray.com, e in particolare agli ottimi screen capture. Anche l'audio inglese non dovrebbe essere da meno, forte di un DTS HD MA 5.1, mentre l'italiano si ferma al comunque strepitoso (mi ricordo quello del DVD) Dolby Digital 5.1, però con bitrate a 640 kbit.

 Gli extra includono tutti quelli delle passate edizioni DVD, e sono in bassa definizione. In dettaglio abbiamo:
  • Trailer cinematografico originale
  • Commento audio del regista Renny Harlin per tutta la durata del film
  • Documentario: La conquista della velocità tramite azione ed effetti visivi (10 min.)
  • Il making of di Driven (15 min.)
  • 12 Scene tagliate con introduzione e commento audio opzionale di Sylvester Stallone (52 min.)

 Making of e scene tagliate sono abbastanza interessanti, poichè mostrano buona parte del film com'era, o com'era stato concepito, prima che Harlin lo dimezzasse in fase di montaggio ;)

 Concludo ricordando la data di uscita del Blu-Ray, fissata per il prossimo 17 luglio!




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Cafè 2.5 - I vostri commenti...

Uno Stallone (non) da Formula 1

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Brooooooooommmm
[Uno Stallone (non) da Formula 1]

By: aleabr

Posted: 11.07.2013 @ 09:00
Guarda Z, come amo definirmi non sono né un INDYsta né un F1ista, ma un CARTista. Mai troppo severi per come hanno trattato la 3a F1 di sempre. Politiche finanziarie, gestione amministrative, pubblicitarie, vedute future e anche cinematografiche. Per non parlare di quella insulsa, stolta, illogica, stupida, catastrofica, inutile, deleterea e cieca 'guerra' contro la F.INDY che si sono profilati a fare dal 1996!

Tutto a vantaggio della NASCAR che nell'arco di 5-6 anni è diventato il campionato automobilistico più seguito d'America! E questo a discapito del Campionato più vecchio della storia.

Se la CART avesse fatto la politica che Gurney gli aveva dato nel '79, cioè levarsi dagli anelli e ritagliarsi sempre più spazio nel mondo, lasciando Anelli (o ovali) e Stati Uniti alla INDY oggi avremo ancora 3 Campionati!

Scusa l'OT ma lo sfogo era di conseguenza anche a distanza di quasi 6 anni!

Di pellicole sull'automobilismo oltre a quelle già citate nel tuo articolo c'è appunto Giorni di tuono con Tom Cruise, che vedi bene è sulla NASCAR così come Cars è sulla NASCAR (ma non mi dire).

Howard tra poco farà uscire Rush, sulla stagione di F1 del 1976, quando James Hunt vincerà il titolo ai danni di Lauda sotto una pioggia battente sul circuito del Fuji, 1° GP del Giappone di F1.

Se volessimo realizzare pellicole sull'automobilismo su periodi bellissimi potremmo prendere la stagione del 1926 di F.INDY, quando Jimmy Murphy morì a Syracuse vincendo il titolo postumo, o quella del 1925 di F1 quando Antonio Ascari morì a Monthlery perdendo il titolo che andò a Divo su Delage.

O anche la stagione di F1 del 1939 quando le Audi e le Mercedes imbattibili se le davano a suon di ruotate e un piccolo italiano, Tazio Nuvolari vinceva il primo ed unico GP di Jugoslavia a Belgrado.

E ancora tutto il decennio degli anni '60 di F.Indy con lo scontro a suon di titoli vinti fra A.J.Foyt e Mario Andretti, 7 il primo e 3+1+1 il secondo.

Senza ovviamente dimenticare il 1994 con la morte di Senna o i due titoli di Zanardi che riportò l'Italia a vincere 2 titoli nel biennio 1996-1997 dai tempi di Alberto Ascari nel 1953!

Re: Re: E no!
[Uno Stallone (non) da Formula 1]

By: Davide Z

Posted: 10.07.2013 @ 12:22
>Ha scritto molto bene lo Z

In realtà la news è scritta da TheNextOne.

Anche perché io sarei stato meno severo (nulla di che, solo non mi sembra un film così terribile :-)

Re: E no!
[Uno Stallone (non) da Formula 1]

By: aleabr

Posted: 10.07.2013 @ 11:27
Oh Madonna, non credevo di dover essere coinvolto sull'argomento anche qui ma vedo che si parla del mio pane quotidiano pure su DVD Web.

Premessa rapida: cresciuto in mezzo ad auto più o meno da corsa, fin da piccolo sono stato educato a suon di GP (non solo di F1 per fortuna), ho scritto articoli come free-lance per una rivista in rete e stilato pagine di storia 'a ruote scoperte', come si usa chiamarle nell'ambiente.

Quando uscì Driven, di cui sentivo parlare da anni non solo guardando i GP in TV, andai a vederlo con una certa euforia. Uscito dalla sala... mi resi conto della 'pantomima' di questa pellicola di cui avevo già conosciuto le premesse.

Urge un minimo di storia e diversificazione altrimenti si fa la classica cappellata di sempre sul mondo delle corse.

Ha scritto molto bene lo Z, Formula CART, perché di CART si trattava e non di Formula Indy. Sono 2 cose ben diverse e distinte.

Veniamo al dunque:
1902: nasce il Campionato Americano di Auto da Corsa (lo AAA), l'attuale Formula Indy o Indycar
1906: si corre il primo GrandPrix, è la nascita 'ufficiosa' della F1, o Campionato Europeo per Auto da Corsa
1946: nasce la Formula 1 ufficialmente
1950: parte il primo Campionato del Mondo di Formula 1
1956: lo AAA cambia nome in USAC (United States Auto Club)
1979: Dan Gurney crea un 3° Campionato del mondo di auto da Corsa parallelo a quello americano e quello europeo/mondiale, la Formula CART (Championschip Auto Racing Team), prendendo le qualità migliore della F.INDY e della F1: libertà telaio/motore e visibilità mondiale.
1983: la F.INDY si riduce ad una sola gara, la 500 miglia di Indianapolis, valida anche per il campionato F.CART
1996: la F.INDY ricomincia ad avere un calendario con più gare e strappa la 500 miglia alla F.CART, dai giornalisti e la gente comune denomina erroneamente questo evento 'scissione'
2007: la F.CART dopo 29 anni di grandiose corse cessa di esistere e molte delle scuderie emigrano in F.INDY.
2008: si torna ad avere solo due Campionati di massima serie a ruote scoperte come fino al 1978

Fatta questa scaletta, Stallone aveva fin dalla morte di Senna intenzione di girare una pellicola sulla Formula 1. Amico di Jean Alesi, si impegnò nel progetto fino a quando, con una sceneggiatura in mano, Ecclestone (il Patron della F1), gli chiuse la porta in faccia. Nella sceneggiatura si parlava di droga o robe simili ed al Boss britannico non piaceva che nella sua F1, seppur nella fiction, si parlasse di certe argomentazioni.

Stallone allora 'ripiegò' sulla F.CART, la F.INDY era ancora troppo in ombra per attrarre l'attenzione dei media, e la gente vedeva nella CART il vero Campionato Americano. Oltretutto nella seconda metà degli anni '90 la CART viveva un momento di gloria eccelso e negli ascolti in genere aveva stracciato persino la F1. In quel periodo la CART vedeva i successi mondiali di Alessandro Zanardi che nel 1998 aveva incassato ben 2 titoli (gli ultimi dai tempi di Ascari in F1).

La sceneggiatura ruotava attorno a 3 figure: il pupillo nuovo nella scuderia emergente, ispirato a Jacques Villeneuve, fresco dei titoli di F.INDY e di F.CART vinti nel 1995 approdato alla Williams (Reynolds è su una sedia a rotelle come Krank Williams); il campione in carica esperto di origine tedesca ispirato allo Schumacher in Benetton, ed il vecchio driver navigato che per poco avrebbe vinto in passato ma per un non ben chiaro motivo si ritirò addirittura dalle corse, ispirato ad un mistone fra Michele Alboreto/Jean Alesi/Riccardo Patrese. Fra i comprimari da corsa un po' tutti i piloti dell'epoca in attività: Cristian Fittipaldi, Max Papis, il futuro campione del mondo Montoja, il futuro campione del mondo Kanaan ed un pilota ideato su Roberto Moreno: Memo.

Fra le altre vere star compaiono: Jean Alesi, Mario Andretti ed altri che non ricordo.

La trama ricalcava il periodo che la F1 passava proprio nel 1996 quando Schumacher, una volta lasciata la Benetton, era emigrato da Campione del Mondo in Ferrari e si sarebbe dovuto scontrare con Jacques Villeneuve in Williams accanto a Damon Hill.

La figura di Stallone richiamava anche personaggi come Mario Andretti, richiamato in Ferrari nel 1982 a sostituire Gilles Villeneuve o Eddie Cheveer che spesso si è alternato fra F1, F.CART e F.INDY.

La pellicola e sopratutto l'invasività della Computer Animation sono improponibili, ma se non altro, seppur di striscio, fanno respirare agli appassionati un po' di odore da pista.

Driven non ha aiutato la CART a migliorare la propria immagine nel mondo, l'ha peggiorata notevolmente, con mia spiacevole conferma.

Oggi rimpiango la CART in maniera decisa ma purtroppo nessuno ha voglia di rimetterla in piedi, come Dan Gurney ebbe il coraggio di fare nel 1979.

Sperando di non essere stato troppo lungo credo di aver dato un quadro chiaro della pellicola e soprattutto dei mondi che le girano attorno da più di un secolo.


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